Negli anni 80 il Como in serie A fu un momento d'oro anche per la Valchiavenna, che in estate ospitò il ritiro della squadra, con tutto ciò che porta con sé in termini di tifoseria e supporter. In anni più recenti il Lecco, il Monza e il Varese hanno scelto le montagne della Valchiavenna per i raduni di luglio e agosto, con soddisfazione del sistema alberghiero e della ristorazione, che vedeva in queste trasferte un interessante sbocco per i mesi estivi. Oggi, lamentano proprio gli operatori del settore, è tutto finito. Le squadre, più o meno blasonate, scelgono il Trentino, il Friuli e il Veneto. "Eppure la Valchiavenna può offire strutture, servizi e accoglienza all'altezza delle esigenze degli sportivi e dei club", spiega Ilio Tonola, che oltre a essere albergatore a Chiavenna, è presidente dell'U.s. Chiavennese. Ma è Mario Saligari, presidente della categoria, a porre l'accento sul vero problema: "Manca un supporto promozionale da parte delle istituzioni - spiega - il Trentino si propone come una meta per i ritiri. Noi siamo abbandonati a noi stessi".
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