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Sondrio - A settembre mancheranno 23 presidi su 43 posti da dirigente. La scuola in Valtellina è già nel caos prima ancora di partire. E' questo l'effetto della sentenza del tar che h aannullato il concorso per dirigenti. Una sentenza che si traduce in «un danno per il sistema scolastico provinciale», sprofondato nel caos dopo che il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso di 101 candidati respinti alle prove scritte annullando il concorso per dirigenti scolastici.
Non ha dubbi Filippo Maiorana: «Avere tanti istituti gestiti da presidi part-time pregiudica pesantemente la funzionalità e l'organizzazione delle scuole del territorio» è l'opinione del segretario generale della Cisl Scuola di Sondrio che non nasconde la sua preoccupazione e quella dei malcapitati.
Undici docenti valtellinesi che avevano superato il concorso e che pensavano di essersi guadagnati il "titolo" di preside, alcuni dei quali, appresa la notizia, si sono subiti rivolti al sindacato per capire come tutelarsi, ma l'Ufficio scolastico regionale si sta già muovendo, intenzionato a presentare un appello al Consiglio di Stato.
A causa della decisione assunta dal Tribunale amministrativo regionale lombardo, «oltre un terzo degli istituti dovrà per forza di cose dividersi il dirigente». Con conseguenze pesanti, amplificate da un territorio come il nostro dove le 43 istituzioni scolastiche presenti sono distribuite su tutta l'estensione della valle da Livigno a Chiavenna.
Salvo dietro-front improbabili - i tempi sono strettissimi da qui al 10 settembre -, quella che si presenterà alla ripresa delle lezioni, sarà «una situazione problematica da gestire. Ma non solo, anche da seguire, perché i presidi dovranno dividersi - sostiene Maiorana -, dirigenti in un istituto e reggenti in un altro, magari a diversi chilometri di distanza». E non si esclude, su ordini e gradi diversi di scuole, magari alla guida contemporaneamente di un comprensivo e di un istituto d'istruzione superiore.
Ritornando alla sentenza, «come sindacato la riteniamo lesiva non solo dei diritti di chi con correttezza e merito ha superato il concorso, ma soprattutto per le commissioni, di cui si è messa in dubbio la serietà. Questo è un fatto gravissimo».
Per il sindacalista «è assurdo aver pensato che i commissari si siano messi a leggere in controluce i dati anagrafici - motivo della sentenza, la violazione dell'anonimato essendo le buste trasparenti -. É un'offesa grave nei confronti della professionalità e dell'onestà di chi ha corretto gli elaborati del concorso, persone che riteniamo meritevoli».
Sull'ipotesi che il nodo possa essere sciolto in tempi stretti, Maiorana manifesta un cauto ottimismo: «L'auspicio è che si trovi una soluzione nel giro di due, al massimo tre settimane e credo lo possano fare - il riferimento va all'Ufficio scolastico regionale -, se c'è però la volontà di uscire da un empasse che rischia di paralizzare il sistema istruzione»
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