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TIRANO - «Per certi aspetti do ragione ai cittadini, ma dico a tutti però: cerchiamo di avere un po' di pazienza e comprensione per chi lavora». Con queste parole l'assessore alle Attività Produttive del Comune di Tirano, Francesco Saligari, butta acqua sul fuoco. Il riferimento va alla raccolta delle 110 firme protocollata in municipio da parte di molte famiglie dell'area del Rodun che, stanche di una situazione segnalata da anni, chiedono interventi. Interventi contro il polverone che si solleva ogni giorno e che si deposita sulle case e sugli orti, divenuti incoltivabili.
Chiedono che l'area sia bonificata, recintata onde evitare che i bambini entrino e che, nel frattempo, venga irrorata acqua sugli spazi. Partendo dalla recinzione, che ora è assente o rotta in alcuni punti, Saligari si affretta a rispondere che «la società Terna in occasione di lavori di interramento di una linea elettrica l'aveva rotta - afferma l'assessore -. Siamo d'accordo con Terna affinché ripristini la recinzione. Per la verità da mesi ci dice che lo farà, ma non l'ha ancora fatto. Dunque faremo un nuovo invito».
Per quanto riguarda i lavori effettuati alla mattina presto Saligari replica: «Il Comune ha fatto un contratto d'affitto con delle norme che prevedono il tempo di lavoro dalle 7 alle 18. Dunque se i lavori partono prima, l'input politico c'è ed è stato dato all'ufficio tecnico e alla polizia municipale di intervenire per far rispettare le regole».
Gli abitanti della zona - che hanno inviato le firme anche al prefetto, all'Arpa e all'Asl - fanno presente anche il grande polverone che si leva dal Rodun. Dicono che la ditta edile che ha in affitto il Rodun irrora acqua con le lance solo all'ingresso.
«Abbiamo segnalato di spruzzare acqua, non possiamo assumere un atteggiamento terroristico con la gente che lavora. Insomma capisco alcuni aspetti, ma la situazione non è drammatica come viene dipinta da questi signori. Certo stiamo parlando di un deposito che non è esattamente lo scopo migliore per questo spazio. Vicino c'è un'altra impresa, il teleriscaldamento. Non siamo insomma in centro alla città. Il futuro del Rodun? Siamo onesti, per ora il Rodun non ha altro futuro».
E conclude l'assessore: «Ci piacerebbe, quando le risorse saranno disponibili, dare una destinazione turistico ricettiva alla zona, ma per ora non se ne parla. Sarà nostra premura far rispettare le regole».
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