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TIRANO - Un polverone che si solleva ogni giorno e che si deposita sulle case e sugli orti, divenuti incoltivabili. Il rumore dei sassi tritati, a volte anche alle 5 e mezzo di mattina. E ancora il pericolo per i bambini che entrano nell'area, non recintata, fanno le gincane sul cumulo di catrame, salgono sui mezzi, giocano nei grossi tubi arrugginiti.
Questo lo scenario con cui si presenta l'area del Rodun a Tirano secondo le famiglie che abitano intorno che, stufe di una situazione che va avanti da anni e che hanno documentato con video amatoriali e fotografie, hanno preso carta e penna. Hanno raccolto 110 firme che ieri mattina sono state protocollate in Comune. Chiedono una soluzione ora. «Vivere nelle vicinanze del Rodun è diventato pericoloso ed è scandaloso che le nostre voci siano state inascoltate nelle opportune sedi da anni», si legge nella sottoscrizione inviata al Comune e, per conoscenza, al Prefetto, all'Arpa e all'Asl.
«Gli elicotteri non riescono neanche più ad atterrare qui per la polvere che si leva - dicono le famiglie -. Da due o tre anni il Comune ha dato lo spazio ad un'impresa edile. I camion, quando entrano, sollevano un polverone d'inferno. Il vento porta sabbia e polvere di catrame nelle nostre case. I casi di allergia alla polvere e secchezza oculare sono diventati penalizzanti per molti bambini e adulti». Gli abitanti accusano che non ci siano recinzioni e che la zona non sia in sicurezza. Nessun muro di cinta è presente e i bambini entrano a giocare sui cumuli di sabbia e catrame, «con il rischio di incidenti e di gravi danni allo loro salute».
E ancora: «La ditta non rispetta le regole - si legge nel documento -, irrorando solo saltuariamente la zona di ingresso all'area, lasciando tutto il resto libero di sollevare polveroni al passaggio degli automezzi. Non avremmo voluto giungere alla raccolta firme ma lo facciamo per chiedere a gran voce che si faccia qualcosa. Siamo arrivati a questo punto perché esasperati dalla situazione dopo aver più volte bussato alla porta del sindaco ma, nel concreto, siamo rimasti inascoltati».
Ecco dunque le richieste delle famiglie del Rodun: di smantellare e bonificare l'area, che la stessa venga bagnata continuamente fino a quando non sarà risolto il problema, che si provveda a riparare la recinzione per non permettere l'ingresso, di asfaltare le strade limitrofe ad uso agricolo. E concludono: «Non puntiamo il dito contro l'impresa, bensì contro il Comune di Tirano che ha rilasciato le autorizzazioni».
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