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LECCO Il dente batte dove il portafoglio duole. Nel bel mezzo della bufera per l'aumento delle tariffe del trasporto pubblico lombardo .- a cominciare dai treni - l'assessore regionale Raffaele Cattaneo e l'amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, rilanciano: «I servizi vanno pagati. E in Italia non sono pagati per quello che valgono».
Un affondo a piedi uniti in un momento di aspro confronto con i pendolari. Ma Raffaele Cattaneo non ha alcun dubbio: «Il trasporto pubblico - dice buttandola in provocazione - è l'esempio più riuscito di socialismo reale. Ipendolari fanno finta di pagare un servizio e il concessionario fa finta di fornire un servizio. E invece serve un vero sistema industriale, in cui i ricavi coprano i costi».
Cattaneo non disconosce i problemi esistenti. «Raccolgo ogni giorno le loro osservazioni e sono assolutamente fondate però, per quanto paradossale possa sembrare, devo dire grazie a Moretti perché con le poche risorse a disposizione riesce a fare un miracolo. Già un miracolo: è quello che accade ogni giorno, con 2.200 treni regionali in circolazione e 200 treni a lunga percorrenza. Eppure l'aumento del 10 per cento delle tariffe, cui ne seguirà un altro del 10 per cento a maggio, ha scatenato un putiferio. Ma non ho paura a dire che per avere un servizio a livello europeo bisogna far pagare il giusto. Altrimenti c'è un servizio di tipo albanese».
Concetti condivisi dallo stesso amministratore delegato delle Ferrovie che ha portato a sostegno della sua tesi la partecipazione di Trenitalia nel sistema tedesco. «Con il loro sistema incassiamo più del doppio con le tariffe e con spese della metà. Per questo faremo utili stimati attorno al 14 per cento e siamo in grado di investire nelle infrastrutture. Per non parlare delle ferrovie inglesi dove il costo di un abbonamento giornaliero vale quello di un mensile italiano».
E all'orizzonte si profila il tema del traforo ferroviario del Gottardo che gli svizzeri concluderanno nel 2017. «Mi hanno già consegnato il biglietto per il viaggio dell'1 gennaio - chiosa Castelli - E noi siamo ancora alle prese con il tratto fino a Chiasso».
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