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Ma gli amministratori
respingono la "sfuriata"

Innerhofer festeggia il terzo posto (Foto by RINALDI BORMIO)

BORMIO Dovrà passare sul Pirellone Giovanni Morzenti per portare via la libera da Bormio. L'assessore regionale allo Sport e ai Giovani, Monica Rizzi, infatti è decisa a difendere la gara: «Ritengo che sarebbe un danno enorme portare via la gara da Bormio. Noi in Regione abbiamo dati che indicano come l'unica salvezza per aree disagiate come questa siano gli avvenimenti sportivi di alto livello. Per tutto quello che consente il mio ruolo farò ogni cosa per mantenere la gara a Bormio. Morzenti deve tenere conto che in questo momento non è facile avere un interlocutore perché Bormio non ha un sindaco che sia l'espressione dei cittadini. Il presidente federale ha dei grandi meriti perché ha sistemato i conti della Fisi, ma il territorio darà sicuramente la propria riposta positiva. Io sono camuna ma quando si parla di sci la Stelvio è la pista per antonomasia, non so se mi spiego». Al suo fianco annuisce il presidente della Provincia, Massimo Sertori, perfettamente sulla stessa lunghezza d'onda: «La libera di Bormio è ormai un must nel mondo. Piace a tutti. Anche il presidente del Coni Gianni Petrucci ha fatto grandi complimenti agli organizzatori. Noi siamo attenti a quanto ci dice il territorio e cogliamo il disagio e abbiamo messo l'istanza affinché Bormio possa avere un'altra data, è giusto che la possa pretendere. Regione, Provincia e territorio si confronteranno». Il 15 gennaio scadenza dell'ultimatum è vicina, ma i politici non sembrano per nulla preoccupati dalla sollecitazione del presidente Morzenti. Ancora più netto l'assessore provinciale Paolo Corradini che sulla Stelvio è cresciuto diventando anche maestro di sci: «Non accettiamo dictat da Morzenti». Sull'unità del territorio è pronta a giurare anche il presidente degli albergatori di Bormio Barbara Zullian: «Morzenti lo sa che stiamo lavorando tutti insieme per dare una riposta unica. Probabilmente queste uscite le fa per stimolarci». Sulla gara si debba fare concordano tutti politici. Dall'ex sindaco Renato Pedrini: «E' sempre stata accompagnata da polemiche, ma è giusto che si faccia. In passato magari poteva far perdere qualche giorno di sci ai turisti, ma adesso con la crisi è un problema che non c'è più».  Che sia un appuntamento unico lo riconosco anche i non bormini, addirittura gli storici rivali livignaschi. Ecco il parere del direttore generale dell'Apt di Livigno Giorgio Zini: «E' l'unico appuntamento internazione della zona. Per la gara i contatti televisivi sono moltissimi». Votano la fiducia alla Stelvio sia il presidente della Comunità Montana di Tirano Franco Imperial: «La libera è l'immagine della Valtellinese ed io da valtellinese sono contento che ci sia», sia il presidente provinciale degli artigiani Fabio Bresesti: «E' un veicolo importante per far conoscere la nostra provincia e poi c'è una ricaduta positiva sull'intero territorio della provincia». Fra la gente comune probabilmente il consenso non è così bulgaro, ma gli addetti ai lavori sono laconici:« Il vero rischio è quello di rimpiangerla-affermano giornalisti che masticano Coppa del Mondo da una vita- quando sei fuori da giochi poi non ci ritorni più». Insomma alla libera si può anche rinunciare se proprio dà fastidio, ricordandosi però che non sarà un semplice arrivederci ma un addio al circo bianco.

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