Messa e ricordi in miniera
al lume del carbonio

Lanzada -Da quando è stata aperta al pubblico come Museo Miniera, la Bagnada ha ospitato una serie di concerti, ma mai, prima d'ora, il camerone centrale situato al primo livello seminterrato aveva visto la celebrazione di una Messa. Sabato mattina, invece, in onore della patrona dei minatori, Santa Barbara, e in ricordo di Francesco Bedognè, l'esperto di minerali per antonomasia della provincia di Sondrio, mancato tragicamente la scorsa estate, il camerone ha ospitato l'altare su cui don Claudio Rossatti, parroco di Lanzada, caschetto in testa, ha celebrato la Messa a lume di carbonio, la lampada dei minatori, al posto della classica candela.

Appoggiata all'altare, la stele in serpentino raffigurante Santa Barbara che l'amministrazione comunale, guidata da Marco Negrini, ha commissionato all'artista locale Antonella Mauri e che è stata benedetta appena prima di essere collocata nella grotta ricavata dentro la "riservetta", ovvero il braccio della miniera, nei pressi del suo ingresso, a 1.480 metri, dove venivano custoditi gli esplosivi protetti da una porta stagna, pesantissima, appartenuta nientemeno che a un sommergibile.

«Lì era collocata un'immagine di Santa Barbara molto rovinata - ha precisato il sindaco al termine della Messa - per cui ci è sembrato doveroso provvedere alla sua sostituzione con una stele che possa durare per sempre». Così come è destinato a rimanere impresso nella mente di molti, membri dell'Istituto Valtellinese di Mineralogia in primis, il ricordo di Francesco Bedognè, 69 anni, sondriese, ma profondo conoscitore della realtà malenca e del suo tessuto mineralogico. Sia Antonio Costa, presidente dell'istituto, sia Alberto Pedrotti, consigliere e malenco doc, hanno voluto ricordare il loro amico e compagno di battute mineralogiche dedicandogli un saluto toccante.

Forte, invece, l'omelia di don Claudio che ha lasciato tutti di stucco quando ha sviscerato il concetto di carità precisando che «non la si fa mettendo mano al portafoglio e tirando fuori i soldi. No, no, questa non è la carità. Questo - ha detto - può anche essere interpretato come un gesto di spavalderia. Essere caritatevoli è ben altro. È dare sé stessi per gli altri, mettersi a disposizione, non dare semplicemente soldi».

Al termine della celebrazione c'è poi stato il tempo per una visita al Museo Miniera con l'accompagnamento delle guide della stessa, di cui è responsabile Matteo Agnelli, per quanto l'esposizione sia stata curata da Carmen Mitta. Il tutto alla presenza del direttore del Museo, Luciano Leusciatti, e del rappresentante di Imi-Fabi, l'ultima ditta che ha estratto talco carbonato dalla Bagnada, Roberto Parolini.

s.casiraghi

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