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La riforma del 118
da stasera a Tirano

SONDRIO L'Areu accelera i tempi e fa partire già da stasera la sperimentazione che porterà alla riorganizzazione del 118 in tutta la provincia di Sondrio, allineandola al resto della Lombardia. Nonostante la bocciatura dei sindacati, ribadita ancora l'altro ieri dalle segreterie provinciali Cigl, Cisl e Uil con un documento ufficiale, e le forti preoccupazioni dell'assemblea dei sindaci, che rimangono, sulla ipotesi di revisione del servizio, l'agenzia regionale che coordina il soccorso in Lombardia ha deciso di andare avanti sulla strada annunciata, e che prevede una ridistribuzione dei mezzi in servizio nelle postazioni del 118, con la principale novità dell'attivazione dei mezzi di soccorso intermedio, cioè con un infermiere «addestrato» a bordo dell'ambulanza. La sperimentazione partirà in queste ore da Tirano, dove si è concentrata l'attenzione per l'ipotesi di taglio del medico dalle 20 di sera alle 8 del mattino. In realtà, quello che succederà per ora nella postazione tiranese - attualmente sono in servizio due ambulanze, una di base e una medicalizzata - sarà la trasformazione del mezzo di soccorso di base (con soccorritore e infermiere a bordo) in mezzo di soccorso intermedio (con soccorritore e infermiere specializzato). Il mezzo di soccorso avanzato, quello col medico a bordo, continuerà ad essere presente 24 ore su 24, anche se uscirà soltanto sui casi più gravi. Conferma Alberto Zoli, direttore generale Areu: «Il mezzo di soccorso di base sarà trasformato in intermedio, quindi di fatto potenziato. Quello avanzato resterà per i codici rossi. Resta la centrale operativa a decidere quale mezzo inviare». Una decisione presa per «portare serenità», dice Zoli, su una questione che ha sollevato parecchie critiche e, soprattutto, molta preoccupazione in provincia, ma che non cancella l'ipotesi dei tagli, di scambiare cioé l'ambulanza medicalizzata di notte con un mezzo senza medico a bordo sostituito da un infermiere, anche se specializzato per eseguire protocolli di emergenza in collegamento con la centrale. L'ipotesi infatti resta in piedi, a maggior ragione se, come notano i sindacati nel loro j'accuse, dal 5 settembre il medico in servizio a Tirano se ne andrà e dunque la postazione resterà sguarnita. Un ulteriore indizio sarebbe il fatto che per coprire i turni di notte sono già stati chiamati da fuori infermieri preparati per uscire da soli senza il medico. Sempre Zoli: «L'impostazione generale non cambia e va vista in un'ottica provinciale, non limitata al caso di Tirano, che a mio avviso è stato strumentalizzato e affrontato in termini pregiudiziali. L'ipotesi iniziale non è archiviata, è oggetto di discussione». A questo proposito, il dirigente dell'Areu non nasconde l'esistenza di numerosi punti di attrito. Lo confermano l'esito negativo del tavolo tecnico coi sindaci che avrebbe dovuto portare a una soluzione condivisa e che si è concluso con un nulla di fatto ed il fatto che le novità introdotte a partire da questo fine settimana non sono state comunicate ufficialmente, ma prese unilateralmente - ancorché legittimamente - dall'Areu con i dirigenti della sanità sul territorio . «Le posizioni sono ancora distanti - fa sapere Zoli -. Serve fare chiarezza e riportare la discussione sui tavoli giusti. Io ragiono da tecnico e agisco di conseguenza. Non sarei nemmeno tenuto a confrontarmi coi sindaci su questioni che competono alla mia autonomia organizzativa. Se lo faccio è perché credo nell'importanza di un'informazione corretta su questioni di interesse pubblico».

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