Rimani aggiornato! Puoi essere avvisato quando viene inserita una notiza di tuo interesse:

Turismo, grido d'accusa
La dura lettera di Miotti

Giuseppe "Popi" Miotti (Foto by GIANATTI LUCA)

SONDRIO - "Turismo, la fuga dei lombardi". Così abbiamo titolato un approfondimento uscito pochi giorni fa. Solo l'11,8% delle presenze totali lombarde, infatti, gravitano sulla Valtellina. Il restante 88,2% è appannaggio delle province di Trento e Bolzano e della Valle d'Aosta. Un'emorragia che la Dmo pubblica, ovvero del Consorzio di destinazione turistica Valtellina guidato da Mario Cotelli, sta cercando di arginare.

Nel frattempo Giuseppe "Popi" Miotti, alpinista e guida alpina di Sondrio (e curatore insieme a Michele Comi del recente volume edito dal Credito Valtellinese, "Monte Disgrazia, Picco Glorioso, 150 anni di storia"), interviene sull'argomento con una lettera destinata a far discutere.

«Ma come si fa a chiedersi ancora perché i turisti fuggono dalla Valtellina? La risposta dentro di noi la conosciamo benissimo - esordisce - ed è legata a come abbiamo ridotto il territorio, a cominciare dal fondovalle. Paesi snaturati, privi di identità e quindi di appeal, disordine urbanistico, cartelloni pubblicitari ovunque. Ma chi è quel disperato, perché forse bisogna essere anche un po' tali, che ama passare le vacanze, specie quelle estive, all'Aprica, a Chiesa Val Malenco, a Caspoggio, a Bormio (per come sta diventando), a Santa Caterina e forse anche a Livigno? Come si fa a pensare che l'Unesco premi i terrazzamenti retici quando il contesto in cui sono inseriti è da suburbia?».

L'analisi non tralascia «i progetti demenzial-speculativi tipo Villaggio Valtellina, ovvero il Nonluogo di plastica che dovrebbe rappresentare un pezzo della nostra identità e che sottrae altro spazio al verde, all'agricoltura e al paesaggio». Stessa sorte per la cava di inerti come quella del Ranée a Bianzone, «fortemente osteggiata dalla popolazione».

L'estate ha visto anche la polemica sul ritorno dei trial in montagna, senza dimenticare i quad e le motoslitte. «Nessuno fa rispettare le norme, anzi qualche comune, vedi Piateda, permette l'uso di questi mezzi adducendo risibili giustificazioni. Stupisce e rattrista poi che tali mezzi che vengano avventatamente promossi anche nel contesto di iniziative come il Trofeo Kima. È l'abitudine alla bruttezza che ci fa affermare che questi luoghi sono belli? O è l'incapacità di ammettere gli errori fatti?».

E non è la mancanza di strade a far fuggire i turisti, spiega Miotti, «perché se così fosse, Sankt Moritz dovrebbe essere una località depressa e abbandonata. La Val Poschiavo o la Val Bregaglia non sono il paradiso, eppure basta varcare il confine e fatte poche centinaia di metri già si percepisce il risultato di un diverso governo del territorio». Critiche, aggiunge la guida alpina, che sono sempre state liquidate «come ingenerose e superficiali quando in realtà volevano essere un contributo costruttivo».

Un'analisi che offre pochi squarci di ottimismo, perché manca la volontà di cambiare. «Se non si coglierà l'occasione offerta da questa crisi mondiale per cambiare drasticamente direzione e avviare un faticoso quanto lungo processo di ricostruzione del territorio (che magari passi anche attraverso qualche demolizione) - conclude Miotti - , non possiamo che aspettarci ulteriori danni all'immagine turistica della Valtellina, danni che inevitabilmente si rifletteranno anche sul comparto agro-alimentare e gastronomico con grande soddisfazione del "partito del cemento"».

Perché «solo da un franco, disincantato e dolorosamente autocritico riconoscimento della precaria condizione in cui si trova il nostro territorio potremo lavorare per un futuro diverso anche se ho qualche dubbio che ci sia ancora spazio di recupero».

© riproduzione riservata

Invia il tuo commento

I commenti dei lettori (6)

  • 6 | rato75 - Messaggi (1) - 20-11-2012 - 10:59h

    si sono in parte d'accordo, ma io amo trascorrere tutto il mio tempo libero a Chiesa in Valmalenco ugualmente perchè basta far quattro passi quattro in giro per la Valmalenco per rendersi conto di quanto è bella.... evidentemente Miotti o non l'ha mai fatto o girara con gli occhi bendati... detto questo, è vero, verissimo che tante cose andrebbero cambiate o gestite in maniera diversa, per cercare di recuperare un pò di turisti... però, di contro, è altrettanto vero che oggi di soldi in tasca la gente non ne ha più e, purtroppo, deve spesso rinunciare a vacanze, weekend o gite fuori porta.

  • 5 | violetta1 - Messaggi (2) - 20-09-2012 - 15:04h

    Pienamente d'accordo…finalmente qualcuno che dopo Giorgio Bocca dice la verità. Questo sentimento di depauperizzazione della mia valle si acuisce ogni volta che torno da viaggi in Svizzera, in Trentino, in Carinzia….ogni volta penso..che tristezza poteva essere così anche da noi!…..probabilmente i nostri amministratori non amano i luoghi dove sono nati!! Perchè qua capannoni industriali sciamano nella valle.... le montagne sono sporche, spesso utilizzate come discariche naturali... strade inutili non terminate per mancanza di soldi zigzagano sui pendii... rovi incolti lasciati crescere intorno alle abitazioni perché non viene imposto il taglio vicino ai centri abitati... profluvio di orribili costruzioni anni 70 mentre gli edifici storici sono lasciati all'incuria....tanto sporco.... bellissime vallate laterali lasciate in mano ad amministratori che non sanno neanche che calzini mettersi al mattino!!!!! Io mi riferisco principalmente alla Bassa Valle dove vivo e vorrei tanto regalare ai nostri amministratori e sindaci un weekend in alto Adige o in Carinzia dove seduti su comodi divani rossi ci si può rilassare tra gli alpeggi di montagne tenute con amore!!!!!!

  • 4 | violetta1 - Messaggi (2) - 17-09-2012 - 07:52h

    pienamente daccordo, e' da molto che la penso esatamente allo stesso modo, e ogni volta che torno dalla svizzera o dal trentino questo sentimento si acuisce, centri storici abbandonati, depauperizzati, la valle colma di capannoni industriali vuoti. Morbegno sporca, male organizzata, centro abbandonato e nuove costruzioni senza nessuna regola urbanistica!!! E la val Masino e la val di Mello!!! Boschi incolti, corrimano arrugginiti! come vorrei regalare ai nostrinsindaci un viaggetto in Alto Adige , in Carinzia,in Svizzera per fare capire come amministra chi ama la propria terra.

  • 3 | folcherfrancesca@alice.it - Messaggi (3) - 10-09-2012 - 20:14h

    Ha pienamente ragione,basta guardare Morbegno l'urbanstica cosa sta facendo non c'è piu una regola sulle costruzioni nascondendo tutto il paesaggio montano

  • 2 | folcherfrancesca@alice.it - Messaggi (3) - 10-09-2012 - 20:11h

    Ha pienamente ragione,basta guardare Morbegno l'urbanstica cosa sta facendo non c'è piu una regola sulle costruzioni nascondendo tutto il paesaggio montano

  • 1 | Ivanav - Messaggi (7) - 10-09-2012 - 16:46h

    Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire le cose come stanno, concordo pienamente. Basta percorrere la statale 38 nei fine settimana o nei periodi di punta delle vacanze per capire che ormai siamo meta quasi solo delle uscite fuori-porta;infatti la nostra statale è percorsa da un serpentone interminabile di auto che salgono e scendono direzione alta valle - Livigno, un traffico incessante, continuo che ci ammorba. E checchè ne dicano tutti che la zona extragonale incrementa di anno in anno, lasciando al fondovalle solo smog e intasamento.Nei giorni feriali siamo strozzati dal traffico pesante e l'unica soluzione a cui si è pensato; una tangenziale che partisse da fuentes a 4 corsie, praticamente il compimento dello scempio urbanistico della bassa valtellina: se viaggiate da Colico in direzione alta valle un consiglio guardate solo in alto mai all'altezza dei vostri occhi! Così di poter godere della vista delle nostre belle montagne : all'altezza di Castione anzichè guardare l'orrenda distesa di capannoni concepiti senza senso e sensa una destinazione d'uso (?) guardate dritto davanti a voi le maestose vette dell'Adamello poi salendo i bellissimi terrazzamenti dei nostri vigneti, lo scorcio del vette della Val Malenco a Sondrio, e poi salendo in direzione Tirano alla vostra sinistra continuano maestosi i nostri vigneti e all'altezza di Chiuro non fatevi distrarre (o sconfortare) dall'ennesima zona industriale alzate lo sguardo alla vostra destra verso il gruppo delle orobie : Scais, Redorta,e lasciatevi confortare...

video

Video Esterni

Crozza contestato a Sanremo

Video Esterni

Busto Arsizio: cori razzisti e il Milan se ne va

Ansa

Giovane malata, sogno visitare Cascia

Vivi Sondrio

al cinema