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Scuola, scatta il caro-libri
Stangata fino a 350 euro

Famiglie alle prese con l'acquisto dei libri per la scuola (Foto by GIANATTI LUCA)

Sondrio - Puntuale, il rientro dalle vacanze coincide per le famiglie con la prima stangata per i libri di testo per la scuola. Spesa che ormai oscilla tra un minimo di 220 ed un massimo di 350 euro, con in media, rispetto ad un anno fa, un aumento complessivo di 15-20 euro.

Non di poco conto la crescita dei prezzi che può mettere in difficoltà specialmente i nuclei familiari a basso reddito o chi ha più di un figlio che frequenta la scuola.

A farne le spese è il budget di settembre, tenendo conto che secondo le associazioni che tutelano i consumatori circa il 35% di uno stipendio per così dire normale viene "risucchiato" da libri e accessori vari (dallo zaino al diario, dalle penne ai quaderni).

C'è da dire che a "metterci una pezza", benvenute sono le cosiddette "espansioni online", ovvero edizioni di libri di testo che hanno una parte su carta e l'altra invece direttamente scaricabile dal web, come imposto dalla normativa.

In questo caso la spesa inevitabilmente si riduce. Basta fare un raffronto tra quanto hanno speso i genitori di alunni che lo scorso anno hanno iniziato la media Ligari e quanto spendono gli attuali "remigini": nel settembre 2011 la spesa è stata di 303 euro oggi scesa a 274. 29 euro in meno, ma non perché i libri di acquistare sono diminuiti. Probabilmente perché sono entrate in lista diversi testi in parte scaricabili dal web.

Analizzando il corredo libri di chi inizia un corso di studi superiori, il più economico - circa 220 euro - è quello degli istituti professionali, più basso addirittura di chi comincia la scuola media.

Per assurdo gli studenti delle professionali non solo sono quelli che spendono meno, ma anche i più favoriti - lo dicono le indagini di mercato -, una volta diplomati, nel trovare un'occupazione.

Chi si trova a spendere di più, invece, è chi deve acquistare i libri per un liceo classico: la spesa sfiora quota 350 euro.

Ma andiamo ad analizzare i numeri.

Si va dai 221 euro per uno studente che ha scelto il professionale Besta - indirizzo servizi commerciali - e si arriva ad una spesa di 349 euro (vocabolari di greco e latino esclusi per l'acquisto dei quali bisogna preventivare 200 euro circa) per chi il 12 settembre prossimo inizierà il ginnasio al liceo classico Piazzi. Se ai libri si devono sommare anche i dizionari, la spesa si impenna.

Si ferma a quota 304 euro la spesa per i "primini" dell'Iti Mattei, mentre 331 li devono investire i genitori degli alunni che da settembre siederanno nelle classi prime del liceo scientifico Donegani.

I futuri ragionieri del De Simoni - da un paio d'anni, con l'entrata in scena della riforma Gelmini l'indirizzo si chiama amministrazione, finanza e marketing - di euro ne devono "scucire" 329.

É altresì vero che in alcuni casi il tetto massimo per la spesa - lo ha stabilito il Dm numero 43 del 12 maggio scorso - è stato superato: dal ministero lo si è fissato a 294 euro per la prima media, 335 per il classico, 320 per lo scientifico, 304 negli istituti tecnici, 254 alle professionali e 320 negli istituti tecnici industriali.

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