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SONDRIO - Un indice di accessibilità che è meno della metà della media lombarda (19,3 chilometri contro i 51,3 km), uno di connettività inferiore a quello di tutte le altre province lombarde e la più bassa dotazione infrastrutturale regionale. E ancora, una strada ferrata a binario unico e con un solo collegamento stradale veloce. Tutte condizioni che fanno lanciare un grido d'allarme per il futuro economico e turistico della Valle. È Paolo Uggé, vicepresidente Confcommercio imprese Italia e già sottosegretario ai Trasporti, a delineare la criticità di una situazione, ormai incancrenita da tempo, che l'incidente di giovedì sulla Superstrada ha riportato agli onori della cronaca.
«In questo ultimo mese - mette in evidenza Uggé - si sono ripetuti avvenimenti che hanno finito per gravare su tanti cittadini. Episodi che pongono in grande evidenza un tema, forse sottovalutato, dell'accessibilità alla Valtellina. È sufficiente un intoppo sul tratto Lecco/Colico che raggiungere la Valle diventa un'impresa». Uggé fa anche riferimento agli interventi manutentivi e dai lavori per il proseguimento della realizzazione del tratto trivio Fuentes/Cosio che nei prossimi due anni provocheranno altri disagi e con i quali si dovrà convivere.
Stanti così le cose, il ragionamento di Uggé si sposta, inevitabilmente, sulle possibilità future della Valle. «Quale turismo si può attrarre in simili condizioni - chiede e si chiede -? Quali investimenti produttivi possono essere immaginati per un'area che ha un'accessibilità bassissima? Un fatto è incontestabile, al territorio non ritornano in termini di risorse quanto la Comunità versa in tasse. Questa palese ingiustizia ha dato origine in altre zone a movimenti di protesta anche significativi. La "politica" non dovrebbe sottovalutare questo aspetto, soprattutto per dare risposte a chi crede e investe ancora nella nostra Valle, ma in modo particolare ai nostri giovani».
Uggé è convinto che se la Valle non affronta il tema dell'accessibilità in tempi brevi, i problemi non potranno far altro che aggravarsi.
In questo senso l'ex parlamentare ricorda il progetto di dare una via d'uscita verso Est alla provincia di Sondrio con il traforo del Mortirolo («opera presentata nel 2003 per un investimento di 450 milioni di euro»), finora non concretizzata.
«Se adesso si vuol seguire questa strada si deve farlo in fretta - sottolinea - perché nonostante per dieci anni Parolo, Provera ed io, abbiano impedito che in Parlamento si ratificasse il Protocollo trasporti, della Convenzione delle Alpi, oggi con grande superficialità si sta tentando di ottenere con una leggina la ratifica di quel documento che, se ratificato, impedirebbe al nostro Paese di realizzare infrastrutture nel sistema alpino, senza il preventivo benestare dei Paesi a nord dell'arco alpino. Allora sì - conclude - che per la nostra Valle non ci sarebbe più speranza».
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