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Francesco, la montagna
era diventata un lavoro
VERCEIA La montagna era la sua passione, tanto da decidere di provare a farla diventare il suo lavoro. A 25 anni Francesco Oregioni aveva ben chiara la strada da prendere nella vita, e così da circa un anno seguiva il corso per diventare guida alpina, seguendo la sua voglia di vivere l'ambiente e la natura in maniera assoluta. Come tutti gli aspiranti guida che partecipano al corso, il suo tempo si divideva tra le prove previste, l'allenamento e il lavoro per sostenere anche l'onere di un percorso di formazione rigoroso quanto selettivo, che richiede una preparazione a tuttotondo su discipline che vanno dall'arrampicata su roccia al ghiaccio, fino alla neve e alle ascese in alta montagna.
La via al Monte Maudit nel massiccio del Bianco che Francesco Oregioni stava tentando ieri insieme all'amico Davide doveva essere proprio di preparazione, in vista dell'esame finale di alta montagna classica che si terrà, per gli altri aspiranti guide, nei prossimi giorni proprio in quella zona. Francesco voleva essere pronto, superare anche questa prova e poter affrontare serenamente anche gli ultimi impegni che lo dividevano dal conseguimento del titolo di guida alpina.
I compagni di corso ne parlano come di un ragazzo esperto con un bagaglio già pesante di esperienze in montagna alle spalle e una grande voglia di fare. Nel 2007, a 22 anni, a Francesco toccò il confronto con una realtà crudele con la quale gli alpinisti imparano a convivere: aveva assistito all'incidente alpinistico avvenuto sul Sasso Manduino, in valle dei Ratti in Valchiavenna, a seguito del quale aveva perso la vita l'alpinista Corrado Libera, di Novate.
Francesco ha in seguito continuato a scalare e andare in montagna anche con il fratello dell'alpinista scomparso, Rossano Libera. Proprio insieme a lui ha partecipato alla realizzazione delle riprese in parete per la realizzazione del documentario dedicato a don Giuseppe Buzzetti, prete alpinista che scomparve mentre faceva ritorno in Val Codera dopo un'ascensione nel gruppo del Pizzo Badile nell'estate del 1934 e il cui corpo non venne mai ritrovato.
Francesco Oregioni, considerato alpinista serio e preparato, riconosciuto tale dai compagni di corso e dalle guide alpine che l'hanno conosciuto, ha perso la vita su una cresta a 3.900 metri. Forse le temperature elevate hanno causato il cedimento della neve, forse è stata una fatalità. Di Francesco rimane un filmato che lo mostra timido e un po' impacciato, presentarsi davanti alla telecamera in una giornata al passo Tonale, per il modulo di freeride previsto dal corso, con tutti i suoi compagni aspiranti guide.
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