Rimani aggiornato! Puoi essere avvisato quando viene inserita una notiza di tuo interesse:
Infermieri chiamati a sostenere doppi turni, personale che sempre più spesso è chiamatao a sostuire colleghi in ferie o addirittura in malattia, un pronto soccorso sempre più sguarnito di personale, l'ipotesi già ventilata del rientro a tempo pieno di contratti part-time così come infermieri che venogono chiamati a svolgere mansioni da impiegati.
È il quadro che emerge, più nel dettaglio, dall'allarme lanciato sulla carebnza di personale negli ospedali della provincia. Giuseppe Franzini, referente provinciale del Nursing Up, sindacato nazionale autonomo degli infermieri, che conta, a Sondrio, circa 400 iscritti per lo più dentro l'Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna (1.200 in tutto gli infermieri impiegati in azienda), torna sull'emergenza. E spiega: «Le previsioni ci dicono che entro il 2013 andranno in pensione, in Lombardia, almeno 1.480 infermieri – spiega Franzini – per cui è chiaro che, il problema della carenza sarà destinato a farsi sentire in quanto i corsi di laurea in scienze infermieristiche non sono in grado di sfornare personale sufficiente a tamponare una simile “falla”. E se da noi la carenza al momento è ancora limitata, ciò non significa che siamo al riparo da problemi futuri anche perché, comunque, già oggi stiamo lavorando con organici risicati».
Franzini, in servizio in camera operatoria a Sondalo, riferisce di situazioni limite che vengono a crearsi sempre più spesso anche dentro i quattro ospedali che fanno capo alla nostra Azienda ospedaliera. «Già oggi ci sono situazioni in cui gli infermieri sono chiamati a fare i doppi turni per esigenze di servizio, o in caso di malattia o di ferie dei colleghi – precisa Franzini -. Una situazione che si verifica un po' ovunque, a macchia di leopardo, dentro i reparti, ma, soprattutto, a livello di pronto soccorso. È anche vero che l'azienda può chiedere questo sforzo al personale per esigenza di servizio, ma è anche vero che l'ospedale deve mettere in conto, nelle valutazioni, sia le eventuali malattie sia il godimento delle ferie».
«Non manca, poi, - prosegue Franzini – fra gli infermieri nostri iscritti anche una certa preoccupazione rispetto alla possibilità che l'azienda chieda, nel prossimo futuro, il rientro delle posizioni part-time. L'orientamento attuale, però, anche normativo e governativo in materia di sanità, preoccupa gli operatori che temono venga loro posta, in futuro, l'opzione «tempo pieno» e, quindi, la necessità di una scelta radicale che, per molti, potrebbe portare anche alle dimissioni. Ancora, soprattutto a Sondalo, - conclude Franzini – abbiamo casi di personale infermieristico che, di fatto, svolge mansioni di tipo amministrativo come, ad esempio, la prenotazione dei ricoveri dato il venir meno delle figure impiegatizie che se ne occupavano».
«Il grande dilemma attuale – precisa Ettore Armanasco, della funzione pubblica Cgil – è dato dal fatto che si estendano o meno al comparto sanità le previsioni contenute nella finanziaria e già varate anche dalla Camera. Perché se dovesse passare la norma secondo cui si sostituisce un operatore sanitario (medico, infermiere, operatore socio-sanitario che sia) ogni cinque, allora potrebbe essere la fine se non per qualcuno dei nostri ospedali almeno per qualcuno dei nostri reparti perché i servizi al cittadino verrebbero messi in ginocchio. Ora, pare, che si stia facendo strada ai livelli “alti” un certo buon senso in materia di sanità per cui non è da escludere che la norma possa essere ridimensionata anche a seguito del battage fatto a livello sindacale in ambiente medico e paramedico. Non dimentichiamo, peraltro, - conclude Armanasco – che la sanità regionale viaggia già su numeri molto contenuti e che le linee guida del piano sanitario regionale parlano di una riduzione ulteriore dei posti letto dagli attuali 4 per 1000 abitanti ai futuri 3,3 per 1000 con la conseguenza di implementare le cosidette “cure intermedie” poste a metà fra il ricovero e la domiciliarizzazione del paziente».
© riproduzione riservata
Mutui ai senatori
Lucio Dalla: Caruso
Commemorazione per d'Antona a Roma
Invia il tuo commento