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TIRANO - Lo aveva annunciato in conferenza stampa l'amministratore delegato Walter Righini. Aveva detto a chiare lettere che difficilmente sarebbero state accolte nuove richieste di allacciamento. Detto fatto. Proprio in questi giorni, in zona Porta Milanese, a Tirano, sono state recapitate ad "aspiranti" consumatori lettere dal tono inequivocabile.
Poche righe, eloquenti. «Con nostro grande rincrescimento - scrive Righini -, a seguito della recente sentenza del Tar il già previsto e deliberato allacciamento del suo fabbricato alla rete non potrà allo stato attuale essere effettuato». Nella missiva si precisa anche che solo se il Consiglio di Stato a cui la società intende ora rivolgersi, si pronuncerà in modo favorevole, allora sarà possibile prendere in considerazione la richiesta di nuovi utenti.
Mille e cento quelli sino ad ora allacciati tra Tirano e Sondalo, 20 le nuove richieste "congelate". E - stando al vertice della Tcvvv - sarebbero state proprio le continue richieste dei comuni interessati ad ampliare la rete ad aver messo in crisi la società che per giunta risentirebbe di un «sistema tariffario incongruo proprio perché non remunera gli investimenti fatti sul territorio». Tesi questa contestata fortemente dal Comitato che invece parla di una sofferenza «dovuta alla gestione finanziaria e agli altissimi oneri del debito».
La sentenza pronunciata dal Tar il 28 maggio è già esecutiva e quindi le bollette che la società dovrà emettere dal primo giugno non dovrebbero più recare la tariffa di 0,120714 euro al kw ma quella di 0,112898 (salvo errori).
Sia come sia, il teleriscaldamento se la passa davvero male e se la società dovesse essere chiamata a restituire i 2 milioni e mezzo di euro introitati con la maggiorazione tariffaria ora azzerata dalla sentenza del Tar, allora sarebbero davvero guai. Guai seri. Un vero peccato, visto che il servizio è ritenuto da tutti - anche dal Comitato - un'eccellenza del territorio, non solo locale. Il teleriscaldamento funziona.
Anche oltre frontiera vi è un esempio eloquente: nella vicina Poschiavo è attiva una centrale che "lavora" per giunta, utilizzando il legname proveniente dai boschi della zona, non importando biomassa. Per ora è al servizio di scuole, convento e piscina, ma prossimamente verranno allacciate anche abitazioni e il servizio - manco a dirlo - è ritenuto pubblico e gestito dal Comune.
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