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MESE - Arriverà a luglio il piano di Terna per la razionalizzazione delle linee elettriche in Valchiavenna. I nuovi dirigenti dell'azienda proprietari degli elettrodotti che solcano la valle del Mera. È questo il risultato dell'incontro che a fine maggio si è tenuto a Sondrio tra amministrazione provinciale, Comunità Montana e azienda.
Tutto è arrivato dopo che a marzo un incontro con l'amministrazione comunale di Mese era saltato per avvicendamenti nella dirigenza della società: «Abbiamo chiesto l'aiuto di Provincia e Comunità Montana per avere più peso - commenta il sindaco Luigi Codazzi - e ora è arrivata questa richiesta di avere qualche settimana per stendere un piano di riordino, fissando un nuovo incontro per il mese di luglio».
Cosa potrebbe contenere il piano è difficile a dirsi. L'ipotesi più gettonata, e presa già in considerazione da Terna è che si possa arrivare all'interramento della linea da 220mila Kw. Mese ha chiesto un intervento su quella da 130mila.
«Si parla di interventi che richiedono un investimento importante, si parla di milioni - spiega Codazzi - e quindi speriamo di ottenere qualcosa. Sicuramente è molto difficile arrivare ad un interramento della linea da 380mila Kw per motivi tecnici. Sul resto aspettiamo di vedere le proposte nero su bianco, perché fino ad ora, nonostante l'impegno costante su questo fronte, non abbiamo ottenuto niente». Durante l'ultima seduta della commissione comunale sugli elettrodotti il sindaco ha anche presentato i risultati dell'ultimo rilievo dell'Arpa sulla presenza di campi elettromagnetici.
«I dati in questo senso sono buoni - continua il sindaco di Mese - ma continueremo i rilievi anche nei prossimi due anni di mandato. La razionalizzazione degli elettrodotti è importante per noi non solo per la tutela della salute, ma anche da un punto di vista paesaggistico e per i vincoli che questi impianti creano sul territorio».
Ultime novità, infine, sul fronte del progetto di realizzazione di un elettrodotto interrato a corrente continua presentato dalla società Greenconnector. Un progetto, di cui si parla da almeno 5 anni, che non ha niente a che vedere con la razionalizzazione dell'esistente, visto che si tratta di un elettrodotto nuovo e già interrato che collegherà l'Italia alla Svizzera, ma che permetterebbe di liberare il territorio valchiavennasco da vincoli.
Precisamente da quello dell'ex oleodotto Snam, spostando la servitù verso il greto del torrente Liro: «Dopo l'accordo per le stazioni di pompaggio in Valle Spluga - spiega Codazzi - nelle scorse settimane c'è stato un incontro. Il progetto non si è fermato e speriamo che presto arrivino novità concrete».
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