Rimani aggiornato! Puoi essere avvisato quando viene inserita una notiza di tuo interesse:

Passamonti e Spagnolatti
ancora interrogati

SONDRIO - Dopodomani Silvano Passamonti e Luca Spagnolatti si ritroveranno faccia a faccia con il pubblico ministero Stefano Latorre, il titolare dell'inchiesta sul presunto malaffare in Bassa Valle. Il nuovo interrogatorio è stato chiesto dallo stesso magistrato. La ragione è tecnica e si riallaccia all'istanza di scarcerazione presentata venerdì scorso al gip dagli avvocati della difesa. Prima di pronunciarsi, il giudice chiede il parere del pm che, per esprimersi, intende risentire gli indagati.
È chiaro che dall'andamento del colloquio dipenderà gran parte del prossimo futuro dell'ex presidente della Comunità montana di Morbegno e dell'ex direttore della società Eventi Valtellinesi finiti nei guai. Gli avvocati Gianmarco Brenelli e Maurizio Gerosa non si sbilanciano, e anche in Procura le bocche sono cucite. Eppure la sensazione che aleggia sia tra gli inquirenti che negli ambienti vicini agli indagati è la stessa: qualche ammissione, alcuni elementi utili alle indagini e la sorte dei due potrebbe cambiare. In meglio. Nella loro istanza gli avvocati chiedono la liberazione dei loro assistiti o, quantomeno, la misura dei domiciliari. Le motivazioni della richiesta poggiano essenzialmente sulla considerazione che, a prescindere dagli indizi di colpevolezza, non ci sarebbero né un concreto pericolo di reiterazione del reato né un rischio di inquinamento delle prove.
Tutto questo per la semplice ragione - sostengono Brenelli e Gerosa - che Passamonti e Spagnolatti non hanno più alcun accesso agli uffici nei quali gli inquirenti sospettano che abbiano commesso i reati. Il primo si è dimesso dalla Comunità montana, il secondo da Eventi Valtellinesi.
Nessuna possibilità di sfruttare quegli uffici per qualsiasi condotta illecita, quindi, e nessuna possibilità di intervenire sulle prove, peraltro già abbondantemente acquisite dalla guardia di finanza.
I due sono rinchiusi nel carcere di Monza dal 15 giugno. Con loro all'alba di quella mattina sono finiti nei guai: Giacomino Rebuzzi, presidente del Bim e assessore ai Lavori pubblici in Comunità montana, Salvatore Marra, direttore generale della Comunità montana, l'ex sindaco di Cercino Renzo Barona, il segretario comunale del paese della Bassa Valle Franco Gusmeroli e la consulente del lavoro Simona Vitali. Passamonti, Spagnolatti, Barona e Vitali sono finiti in carcere, ai domiciliari invece Marra, Rebuzzi e Gusmeroli.
Attualmente sono tutti liberi tranne Passamonti e Spagnolatti, ancora detenuti, e Vitali e Gusmeroli, entrambi ai domiciliari.
Tutti gli indagati sono stati colpiti dallo stesso ordine di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari Pietro Della Pona su richiesta del pm Stefano Latorre. Devono rispondere a vario titolo di peculato, truffa aggravata ai danni della Regione, corruzione e concussione ai danni di decine di proprietari terrieri di Cercino costretti, secondo l'accusa, a cedere ampi appezzamenti a prezzi stracciati, sotto minaccia di un esproprio pubblico che avrebbe comportato l'erogazione di somme ancora più basse. L'insieme dei terreni,
circa 7 ettari, era stato poi acquisito dalla ditta Galperti per costruirci un grosso capannone. Al centro dell'inchiesta anche la società Eventi Valtellinesi, finanziata con soldi pubblici e definita una società "bancomat" dal gip.
Secondo l'accusa era usata per soddisfare esigenze private. Senza contare le fatture per alcune manifestazioni gonfiate ad arte per i rimborsi. 

© riproduzione riservata

Invia il tuo commento

video

Video Esterni

Mutui ai senatori

Video Esterni

Lucio Dalla: Caruso

Ansa

Commemorazione per d'Antona a Roma

Vivi Sondrio

al cinema