La crisi colpisce posti e stipendi
Bruciati 15 milioni in redditi

Sondrio - Scuola, edilizia, pubblico impiego e agricoltura: la crisi ha tagliato 1.860 posti di lavoro tra il 2007 e 2011; altri 2.806 lavoratori che sono stati messi in mobilità tra il 2008 e l'aprile di quest'anno; un ricorso alla cassa integrazione (ordinaria, straordinaria o in deroga) aumentato del 264,9% tra 2008 e 2011 e cresciuto ancora del 35% in questo inizio 2012. Ma il dato peggiore è sui redditi: in questi ultimi quattro anni tra sono stati persi oltre 15 milioni di euro di redditi, fra salari e retribuzioni. La fotografia e l'analisi delle conseguenze è stata fatta da un'indagine della Cisl di Sondrio.

E il quadro è tutt'altro che confortante.

Per la scuola, tra il 2008 e il 2011 si sono persi 600 posti di lavoro tra insegnanti e personale tecnico, impiegati e bidelli: considerando uno stipendio medio di mille euro, insieme ai posti di lavoro si sono persi quasi 7 milioni di euro in retribuzioni. Nel pubblico impiego persi altri 331 posti (64 posti negli uffici ministeriali, 170 posti nella sanità, 70 negli enti locali, 169 negli enti non economici e 185 nelle agenzie fiscali). Altri 5 milioni di euro non più finiti in busta paga dei singoli lavoratori. Ma considerando i contratti a termine o gli incarichi con contratti atipici a scadenza questi dati potrebbero addirittura raddoppiare.

In edilizia, tra 2007/08 e 2010/11 si sono persi 781 posti di lavoro (4,2 milioni di salario) e le imprese sono passate da 901 a 759, chiuse 142 aziende. In questi quattro anni, inoltre, si sono persi 91 addetti in agricoltura (-2,3%) e sono diminuite del 6% le imprese del settore, mentre nel commercio, nel turismo e nel terziario cresce l'utilizzo di ammortizzatori sociali e, per il turismo, una riduzione dei periodi degli impieghi stagionali.

Sono in tutto 2.806, invece, i lavoratori messi in mobilità tra il 2008 e l'aprile di quest'anno: di questi 633 erano impiegati in aziende con più di 15 dipendenti e quindi hanno avuto diritto a ricevere un'indennità, mentre gli altri 2173, impiegati in aziende con meno di 15 lavoratori non hanno percepito alcuna somma economica. A dimostrazione che la crisi non è alle spalle, poi, il fatto che di questi 2806 lavoratori, ben 343 sono stati messi in mobilità nei primi quattro mesi di quest'anno (37 con indennizzo economico e 306 senza).

Infine, in controtendenza rispetto a questo quadro negativo è la situazione dei lavoratori frontalieri nel cantone dei Grigioni: il numero di impiegati della Valtellina e Valchiavenna, soprattutto nell'edilizia, è passato da 2926 nel 2008 a 3918 nel 2011 con un incremento di 992 unità.

Infine, è assolutamente esploso tra 2008 e 2012 il ricorso alla cassa integrazione con un aumento totale delle ore autorizzate quasi del 300%. Le ore di cassa integrazione ordinaria erano 261mila nel 2008 e 409 nel 2011 (+56,7%); 126mila nel 2008 e 581mila nel 2011 (+359%) quelle di cassa integrazione straordinaria; la cassa in deroga è balzata da 1.323 nel 2008 e 426mila nel 2011 (+32145%).

s.casiraghi

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