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Terremoto, centralini presi d'assalto
Tutta la Valtellina si è svegliata

Nuova scossa di terremoto rilevata dal Centro geofisico prealpino (Foto by varesepress/santini)

Sondrio - Centralini ancora presi d'assalto, telefonate per capire che soa stesse succedendo. Ma soprattutto i timori più forti si sono espressi nel pomeriggio, alla seconda scossa, quella avvertita verso le 15,30.

Già, perché è arrivata e si è sentita anche in tutta la provincia di Sondrio l'onda lunga del terremoto che ha messo in ginocchio diversi centri della bassa Lombardia e dell'Emilia Romagna.

La prima scossa, pochi minuti dopo le 4 della notte fra ieri e l'altro ieri, è stata avvertita in tutti i centri di Valtellina e Valchiavenna. Soprattutto dai chi vive ai piani più alti delle abitazioni, ma non solo. C'è chi si è svegliato in preda a una strana sensazione di disagio senza sapere, di primo acchito, attribuirle un perché. C'è chi ha sentito distintamente il letto ondeggiare e il pavimento tremare comprendendo, quasi subito, cosa stesse accadendo.

E non si è trattato di un qualcosa che è finito lì. Niente affatto. Perché dopo un'ora, intorno alle 5, è sopraggiunta un'altra, seconda scossa di terremoto che si è avvertita molto bene in valle. Poi più niente. Fino al mattino. Quando si è cominciato ad apprendere dai primi notiziari quanto era effettivamente successo e si è acquisita la consapevolezza dello scampato pericolo.

Sì, perché a differenza di quanto avvenuto nella pur vicina terra mantovana e nel modenese e ferrarese, da noi, la paura si è materializzata solo attraverso le consuete telefonate giunte ai Vigili del Fuoco, soprattutto di Sondrio, da chi risiede nei condomini cittadini. Che, peraltro, si sono fatte più intense nel pomeriggio di ieri, quando, intorno alle 15.20, la terra è tornata a tremare per via di una scossa di assestamento sentita ancora distintamente anche in provincia.

«Abbiamo ricevuto poco fa alcune telefonate da concittadini allarmati - hanno confermato dalla centrale operativa dei Vigili del Fuoco di Sondrio nel pomeriggio di ieri -, soprattutto residenti nei palazzi di via Maffei, ma li abbiamo tranquillizzati. Queste e quelle che seguiranno sono scosse di assestamento per cui bisogna cercare di mantenere la calma. Peraltro, sia stanotte, sia oggi (ieri, nda) non abbiamo effettuato uscite di sorta per danni a cose o persone. Ovviamente, come sempre accade in questi casi, siamo in stato di allerta per un supporto ai colleghi e alla protezione civile mobilitati nelle zone terremotate».

«Ho sentito distintamente sia la scossa delle 4 sia quella delle 5 del mattino di ieri - dice Giuliano Pradella, assessore provinciale alla Protezione Civile - anche perché abito al 6° piano di un palazzo di Sondrio. Però non mi risultano danni né a cose né a persone in provincia e, al momento, non siamo stati allertati dalla Protezione Civile regionale. Va anche detto che la zona epicentro del sisma si trova in una Regione molto ben attrezzata per questo tipo di evenienze, comunque, se dovessero chiamarci noi siamo pronti a partire con la nostra colonna mobile».

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