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Ecomostro: il Comune chiede
un parere tecnico legale

Ponte in Valtellina, si discute sull'ecomostro (Foto by GIANATTI LUCA)

Ponte – Il Comune di Ponte in Valtellina chiede un parere tecnico e legale riguardo alla regolarità del permesso di costruire e alla nomina dei professionisti relativamente al fabbricato che Sandro Bambini sta costruendo sulla via Panoramica.


Non è sopita la polemica relativa alla struttura che l'assessore comunale all'Agricoltura intende innalzare sulla via alta del paese. Risale a poco tempo fa la determinazione del responsabile dell'area appalti pubblici, contratti, manutenzioni e paesaggio che corrisponde al sindaco, Franco Biscotti, di chiedere un parere sul rilascio del permesso di costruire del 2008 da parte del responsabile dell'area tecnica del Comume, Paolo Ruffoni, a Bambini per la costruzione di un edificio ad uso magazzino, spaccio aziendale e residenziale.


«L'inizio dei lavori di costruzione dell'edificio da parte del titolare del permesso di costruire ha suscitato nella popolazione particolare attenzione in quanto lo stabile è stato ritenuto impattante dal punto di vista paesaggistico», scrive Biscotti nella determina che ricorda i passaggi istituzionali successivi. Ovvero la richiesta da parte del consigliere comunale Nora Valesini, a nome della minoranza, della documentazione inerente la pratica edilizia in questione. In seguito è venuta la richiesta da parte dell'opposizione di un consiglio comunale straordinario che il sindaco ha convocato il 3 febbraio scorso per l'esame e il dibattito sulle problematiche ambientali e paesaggistici delle pratiche edilizie. «Durante la discussione – scrive Biscotti - il consigliere di minoranza, Raffaele Mitrano, dopo aver esaminato la documentazione ricevuta dall'ufficio tecnico che contemplava anche un resoconto chiarificatore rispetto l'iter seguito dal responsabile d'area per l'emanazione del provvedimento autorizzativo, ha sollevato dubbi circa la correttezza dei criteri seguiti sollevando presunti vizi nella legittimità dell'autorizzazione edificatoria rilasciata». Da qui la decisione del sindaco, vista la «complessità» della questione e la delicatezza e rilevanza degli interessi pubblici coinvolti di «chiarire l'operato dell'ufficio tecnico e tranquillizzare l'amministrazione comunale circa la correttezza degli atti, della procedura seguita e del rispetto delle norme urbanistiche». Per questo motivo la pratica è finita nelle mani di due consulenti esterni in materia, l'architetto Guido Olzer di Chiuro e l'avvocato Giorgio Tarabini di Sondrio (con un corrispettivo per la prestazione di 1.600 euro che il Comune deve sborsare). A questo punto sono passati giorni e si attende di conoscere pubblicamente l'esito del parere tecnico e legale degli esperti che ridisegnerà – nel caso fosse dichiarata l'illegittimità della pratica – l'affaire che sta facendo discutere animatamente Ponte.

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I commenti dei lettori (2)

  • 2 | gmfolini - Messaggi (15) - 09-05-2012 - 17:38h

    Bisognerà arrivare a definire una volta per tutte che il paesaggio è un valore e un bene comune, e rispetto a questo realizzare mappe che individuano i paesaggi che si intendono salvaguardare , anche per arrivare ad attribuire un valore economico a questi paesaggi. Questo anche per valutare il grado di "distruzione" del paesaggio, valutarne i danni economici e i danni alle comunità e cercare di stabilire regole urbanistiche e costruttive adeguate ai nuovi valori della ricchezza che sono innanzitutto culturali, estetici, spaziali.

  • 1 | gmfolini - Messaggi (15) - 09-05-2012 - 16:48h

    ciò che questa vicenda evidenzia, non è tanto l'impatto visivo e paesaggistico della struttura o il fatto che a realizzarla sia un Assessore con deleghe all'agricoltura; quello che deve far riflettere (e successivamente generare una reazione) è che un edificio con queste caratteristiche possa essere realizzato a partire dai regolamenti edilizi in vigore in un'area di pregio agricolo e in un comune che aveva storicamente adottato principi di conservazione del suo patimonio storico, artistico, culturale e abitativo. L'errore / orrore non sta nella struttura (che immagino sarà conforme) ma nel processo che porta ad autorizzare l'edificazione di simile strutture.

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