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"Quella volta che con Zuccoli
ho fatto un incidente in auto"

Giuliano Zuccoli, presidente A2A (Foto by SONDRIO)

Sondrio - Nemici no, non lo sono mai stati, però si sono trovati spesso sui due fronti opposti della barricata: lei, Martina Simonini, sindaco di Piateda che si è contraddistinta, tra le altre cose, per la battaglia per i rimborsi relativi alla centrale Armisa-Venina, lui Giuliano Zuccoli a capo delle più grandi aziende idroelettriche (Edison prima, Aem e A2A poi). Uno scontro inevitabile, ma sempre improntato alla correttezza e al rispetto delle persone e dei ruoli.

Ma uno scontro vero e proprio è quello che li ha fatti conoscere la prima volta, più di vent'anni fa, davanti - il destino delle cose - alla centrale ex Falck di Piateda dove Zuccoli era responsabile d'impianto. «Era il 1987 - racconta Simonini, anima del Comitato per l'acqua bene pubblico in Valtellina, da sempre in prima linea per la salvaguardia del patrimonio idrico locale - stavo tornando a casa in auto, con me c'era mia nonna. Davanti alla centrale, mentre svoltavo, una macchina mi è venuta addosso. Era l'ingegner Zuccoli. Era la prima volta che lo vedevo». All'epoca Simonini era attenta sì alle questioni amministrative del paese, ma ancora non così addentro alle rivendicazioni di cui è divenuta protagonista in seguito anche a fianco del compianto Giuseppe Songini. «Zuccoli fu molto gentile e prodigo - ricorda lei -. Si preoccupò subito di me e della nonna, allertando il personale della centrale. Fu ineccepibile, un signore».

Un tratto di carattere che non è cambiato pur nel cambiamento dei ruoli. «È chiaro che nel momento in cui sono iniziate le rivendicazioni e lui è diventato presidente di A2A i rapporti si sono fatti più difficili - ancora Simonini -, soprattutto quando si discuteva di rinnovo delle concessioni, però è sempre stata una persona molto disponibile, di facile approccio, con la quale parlare facilmente chiaramente all'interno della contrapposizione dialettica che ci poneva su due versanti opposti».

Un tratto non così usuale. È sempre l'esperienza fatta da Simonini nella sua battaglia con Edison a farglielo dire: «Per avere un colloquio con i vertici trentini di Edison ho dovuto aspettare 9 mesi. Con Zuccoli era tutt'altra cosa».

Simonini ha vissuto anche a fianco di Songini tutta la vicenda giudiziaria che lo ha visto contrapposto ad Aem: la denuncia dell'azienda e il ricorso e infine il riconoscimento della ragione a Songini per i dati riportati nel libro bianco delle acque. «Ho provato varie volte a parlare con Zuccoli di questa vicenda - ricorda Simonini -, ma lui ha sempre glissato, preferendo non affrontare la questione».

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