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Liti di condominio e "vaffa"
La Valle che litiga dal giudice

La vicenda è finita davanti al giudice (Foto by Carlo Pozzoni)

Una lettera-appello del territorio inviata al presidente del Consiglio, Mario Monti, per salvare gli uffici dei giudici di pace a rischio chiusura. A farsene portavoce è il sindaco di Tirano, Pietro Del Simone. Il primo cittadino tiranese ha preso carta e penna e ha scritto direttamente al capo del governo tecnico per portare avanti le istanze di tutti i mandamenti interessati dal provvedimento, che punta a ridurre del 75% le sedi dei giudici di pace in una logica di risparmio delle spese e di recupero di personale.


L'ufficio di Tirano, con quelli di Morbegno e Chiavenna, è infatti nella lista delle 674 sedi da sopprimere redatta dal ministero della Giustizia sulla base dei carichi di lavoro e del bacino di utenza. Entrambi fattori numerici che, sulla carta, giocano a sfavore della provincia di Sondrio.


Intanto, però, si scopre che davanti al giudice di pace finisce un po' di tutto: dalla lite di condominio per chi deve parcheggiare l'auto in garage al «vaffa» di troppo scappato durante una discussione, dalla siepe piantata troppo vicina alla casa del vicino al rumore di tacchi sul pavimento che infastidisce la signora al piano di sotto. E' l'Italia - o l'italietta - che s'arrabbia, e che litiga per tutto, quella che «sfila» ogni giorno davanti ai giudici di pace. Anche a Tirano è così: solo nel 2011, ne sono arrivati sulla scrivania del giudice di pace più di 300 litigi, suddivisi quasi equamente fra civili e penali. Ma la situazione è identica dappertutto negli uffici della Valtellina e della Valchiavenna. Conseguenza diretta di quella litigiosità tipica degli italiani (e dei popoli latini, in generale), che non fa sconti neanche in provincia. E che, a volte, ha poco (o nulla) di razionale. Una tendenza per altro che, anziché diminuire, va crescendo di pari passo con gli ambiti sui quali i giudici di pace sono chiamati a esprimersi. «Nel corso degli anni le materie di competenza dei giudici di pace sono aumentate - spiega Carmen Delle Coste, giudice di pace a Tirano -. L'ultima attribuzione riguarda le cause relative agli interessi per il pagamento ritardato di prestazioni previdenziali o assistenziali». Circa la metà dei fascicoli che capitano ogni anno nelle mani dei giudici di pace trattano materie civili. «Sono le cause per i beni mobili (pagamenti e contratti non di lavoro) fino a 5mila euro e le cause di risarcimento danno per incidenti stradali fino a 20mila euro - dice Delle Coste -. Ci sono poi le cause relative ad esempio all'osservanza delle distanze, all'utilizzo degli spazi pubblici condominiali e ai rapporti tra proprietari di case in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e propagazioni che superino la normale tollerabilità». Davanti al giudice di pace finiscono anche i ricorsi alle sanzioni amministrative, soprattutto multe e ritiri di patente. «Fino a qualche tempo fa erano anche più numerose - osserva il giudice di pace di Tirano -. Da quando è stata introdotta una tassa (da 37 fino a 206 euro, a seconda del valore della causa) sono diminuite sensibilmente». In aumento, invece, le cause penali. «Ci occupiamo di casi di ingiuria, diffamazione, percosse e lesioni, sia dolose che colpose, queste ultime anche gravissime, per esempio, a seguito di incidenti stradali o sulle piste da sci. Ma abbiamo anche cause per danneggiamenti o per ingresso abusivo su suolo altrui». Non solo. «In teoria tra i compiti a mio avviso più importanti del giudice di pace c'è quello del ricorso per la conciliazione in sede non contenziosa, tramite il quale si cerca di mettere d'accordo le parti per evitare di andare in causa. Purtroppo l'introduzione, anche qui, di una tassa ha scoraggiato l'utilizzo da parte dei cittadini di questo strumento». La conseguenza di questa situazione è che per smaltire tutte le pratiche agli uffici non bastano i giorni di udienza che hanno a disposizione. Figuriamoci in caso di accorpamento. «Attualmente facciamo sei giorni di udienze civili al mese e quattro penali, ma non sono sufficienti - conclude Delle Coste -. Ho chiesto di aumentare almeno quelle penali, ma ovviamente comporta dei costi. Adesso che si parla addirittura di chiudere gli uffici, è ancora più difficile...».

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