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BERBENNO - Bonjour «Marmi Valmalenco». È l'imprenditore francese Olivier Quenardel il presidente della società costituita a Chiesa in Valmalenco dopo la cessazione dell'attività della società «Marmipedrotti Graniti». Guida un consiglio d'amministrazione composto da quattro persone. La società Demantoide fa capo alla famiglia Parolini ed esprime due consiglieri: l'imprenditore dei settori immobiliari e dell'auto Bruno e il figlio Roberto. La società dei Quenardel è Helisaure. Ha sede a Parigi ed è presente nel cda con il presidente e con il figlio Alexander. Ieri la sede di Berbenno ha accolto la riunione con i rappresentanti sindacali e successivamente la presentazione dell'azienda. Al tavolo, al fianco dei quattro consiglieri, c'era anche Silvino Pedrotti, titolare dell'impresa che per cinquant'anni ha operato nel settore lapideo in Valmalenco.
Per i 51 lavoratori di Marmipedrotti è iniziata pochi giorni fa la cassa integrazione straordinaria, ma per 22 dipendenti c'è un contratto d'assunzione a tempo determinato. Il periodo di lavoro durerà sei mesi, però i vertici societari assicurano che non c'è motivo di preoccuparsi. «È un momento di grande difficoltà ed è necessario un rispetto totale dei dipendenti, dell'azienda e delle autorità - ha spiegato Olivier Quenardel -. Vogliamo fare chiarezza. L'accordo è stato firmato lunedì 16 gennaio in Regione Lombardia e sta per essere trasmesso al ministero del Lavoro. Con i sindacati è stato firmato un piano che prevede l'assunzione di 22 dipendenti dal 30 gennaio a tempo determinato, per sei mesi. L'obiettivo è valutare se saranno soddisfatti e poi dopo procedere con un contratto a tempo indeterminato».
Per gli altri dipendenti resteranno gli ammortizzatori sociali. «Con il mio socio Bruno Parolini voglio costruire un futuro certo - ha aggiunto Quenardel -. Non possiamo pretendere di riorganizzare tutto all'improvviso, bisogna lavorare passo dopo passo, mettendo insieme una pietra dopo l'altra. Oggi vogliamo costruire le basi, poi punteremo sulla crescita. Ora non possiamo prendere impegni che vadano al di là di questi progetti. Ma sono fiducioso. Sono perfettamente consapevole dell'esistenza di un periodo difficile per i dipendenti e per le loro famiglie. Dobbiamo fare di tutto perché quello che stiamo facendo sia sostenibile e abbia un futuro».
Oltre alla questione delle maestranze, l'aspetto centrale è rappresentato dal piano industriale di Marmi Valmalenco srl, società che ha messo in campo una cifra che si avvicina ai quattro milioni di euro. La prima tappa è il ritorno in cava, con alcune novità di rilievo rispetto al passato. Quenardel ha portato in Valmalenco alcuni consulenti esperti del settore per analizzare la situazione attuale e valutare tutte le possibili modifiche. Nel corso delle prime trasferte in provincia di Sondrio ha incontrato alcuni dipendenti di Marmipedrotti e ha aperto anche con loro un confronto sulla produzione. «Ora si lavora in basso. Vogliamo ripartire dall'alto, nelle cave, con investimenti importanti. È necessario aprire diverse fonti, fare scalette e seguire il metodo delle cave di Carrara, senza fermare la produzione attuale, anche perché ci sono ordinativi e vogliamo rispettare gli impegni. Ritengo necessaria una rotazione dei compiti che ci permetta di lavorare in maniera efficace, rispettando la sicurezza. È previsto un cambiamento rilevante anche nei metodi estrattivi. Si cercherà di ridurre in maniera netta l'utilizzo di esplosivo, per passare ai tagli a filo diamantato. Noi dobbiamo investire ingenti risorse per ridare speranza a un'ipotesi di futuro sostenibile. Andremo a presentare alle autorità nuovi piani di lavorazione per le cave e mi auguro che vengano approvati velocemente, per dare la possibilità ai lavoratori di esprimere le proprie competenze in cava. Tutto dipende dai blocchi: maggiore è la qualità della materia prima, meglio si lavora in segheria. In questa fase siamo impegnati negli investimenti legati alle cave. Poi si passerà alla segheria e al laboratorio».
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