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Stop al pieno in Svizzera
Più sconti, anche ai diesel

MILANO - Il governo ha accettato di inserire nel prossimo provvedimento sullo sviluppo - previsto già la prossima settimana - una modifica alla Carta sconto regionale per la benzina nella fascia di confine fra Lombardia e Svizzera, che blocchi l'esodo di automobilisti in Canton Ticino, dove attualmente il carburante costa meno che in Italia.

Lo ha riferito ieri il presidente della Regione, Roberto Formigoni, che ne ha parlato presentando un piano di iniziative per la crescita.

Si tratterà di allargare i vantaggi anche al gasolio e di assicurare uno sconto non più fisso come oggi, ma «flessibile in modo tale che il costo della benzina alla pompa sia pari o inferiore a quello applicato durante la settimana nelle stazioni di servizio oltre confine».

Da alcune settimane, per il caro-benzina, i gestori degli impianti in particolare delle province di Como e Varese hanno denunciato un crollo del numero di clienti.

Secondo l'agenzia di stampa della giunta regionale lombarda le vendite di carburante sono crollate del 67% nelle ultime due settimane di dicembre, rispetto allo stesso periodo del 2010. Del tutto vanificati dunque i 18 centesimi di sconto al litro riservati ai cittadini residenti dei Comuni della fascia A e di 10 centesimi al litro per quelli di fascia B.

Alla luce di questi dati estremamente penalizzanti, sia per i cittadini che per lo stesso erario, il governo ha detto "sì" alla mozione presentata dai senatori Alessio Butti (Pdl primo firmatario), Giulia Vanni Lenna (Pdl), Ferruccio Saro (Pdl), Flavio Pertoldi (Pd), Tamara Blazina (Pd) e Carlo Pegorer (Pd).

Saranno così previste idonee misure d'incremento e rimodulazione degli sconti del prezzo del gasolio e della benzina nelle aree di confine con la Svizzera, per le regioni Piemonte e Lombardia, e con la Slovenia per il Friuli Venezia Giulia.

Nella mozione i firmatari, dopo aver ricordato che la “fuga” degli automobilisti italiani ai distributori poco oltre il confine sta causando perdite stimate in 500 milioni di euro, propongono «l'ampliamento dell'area territoriale delle regioni sottoposte a concorrenzialità, in modo da garantire adeguati introiti fiscali allo Stato e, parimenti, evitare che gli svantaggi della maggior fiscalità e del maggior prezzo si traducano in una pesante diminuzione del gettito erariale».

I senatori hanno inoltre richiesto di elevare a 60 milioni di euro annui il limite per la copertura del minor gettito legato agli sconti.

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