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Vendevano del formaggio che non rispondeva ai requisiti imposti dal disciplinare del casera Dop. Ma le forme impropriamente marchiate erano in bella mostra sugli scaffali. Ed è stato così che l'Icq, Ispettorato centrale della tutela e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, ha comminato sanzioni a due esercizi commerciali della Bassa Valle. E' la prima volta che un tentativo di frode colpisce un prodotto a denominazione di origine valtellinese direttamente in provincia. Il Consorzio di tutela Valtellina Casera e Bitto ha plaudito all'efficace lavoro di prevenzione e repressione portato avanti dall'Ispettorato. E ha spiegato che la scoperta della vendita di "falso " casera è stata scoperta nel corso di una serie di indagini a campione che l'Icq stava eseguendo da lunedì in provincia di Sondrio. Ora saranno le analisi di laboratorio a stabilire l'origine delle forme spacciate per casera Dop. Intanto, il Consorzio di Tutela sottolinea che l'efficace intervento tutela i consumatori da raggiri come quello scoperto in Bassa Valle.
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