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Campodolcino, romanzina
ai genitori troppo... pigri

Bambini sulle piste (Foto by CARDINI)

CAMPODOLCINO «Troppo spesso dalle famiglie non arriva un supporto adeguato all'attività sportiva dei propri figli». La "romanzina" arriva da Giusy Moro, presidente dello Sci club Campodolcino. Come hanno rilevato di recente anche altri dirigenti, sembra che l'attenzione di molti giovani si stia spostando dai campi di pallone e da sci – solo per citare alcuni esempi – ad altri ambiti dove la fatica e la costanza non sono fondamentali. E pare che da mamme e papà, in diversi casi, non ci sia la spinta giusta verso l'impegno sportivo.
A detta della presidente, alla guida di un team con oltre duecento iscritti, attraverso gli sci club i giovani hanno la possibilità di conoscere storia e tradizioni legate alla montagna, di apprezzare l'evoluzione tecnica e le potenzialità rispetto al futuro e di coltivare competenze uniche per la propria crescita personale e professionale. Per rendere noto il proprio pensiero ha inviato una lettera aperta a tutti i genitori dei tesserati.
«Con gli sport invernali i giovani rimangono legati al proprio territorio e hanno opportunità e possibilità reali di investire il proprio talento e le proprie capacità all'interno delle rispettive comunità e luoghi di appartenenza, sviluppando imprenditorialità in ogni settore sociale - scrive -. Diventano persone di riferimento per i loro gruppi di appartenenza, testimoni di una concezione di vita positiva».
I giovani atleti dello sci hanno la grande opportunità di dotarsi di una qualifica personale riconosciuta e apprezzata, quale il titolo di maestro di sci e successivamente a scelta anche quello di istruttore e allenatore di vario livello, acquisendo di fatto una professione spendibile a livello nazionale e internazionale, secondo i parametri di un mercato in rapida evoluzione.
«Nessun'altra disciplina sportiva garantisce uno sbocco professionale tanto interessante e concreto nell'ottica di sviluppo economico/turistico delle aree di montagna».
Attraverso l'attività dello sci club le località di montagna vivono eventi e manifestazioni capaci di generare indotto economico. «Per questa ragione riteniamo fondamentale il supporto delle famiglie a un'attività che richiede sacrifici, ma al tempo stesso è fonte di crescita sul piano umano, della salute e in termini di professionalità. Anche le famiglie dei campioni hanno affrontato sacrifici per seguire i figli, come ci ricorda la medaglia d'oro olimpica Giuliano Razzoli, che ha vissuto molte trasferte in camper. Ma sappiamo che ne vale la pena».
Un'ultima osservazione riguarda i costi dello sci. «Non è uno sport d'élite. Per i ragazzi delle elementari di Campodolcino una stagione di corso costa 50 euro, per quelli delle medie 150, per i chiavennaschi da 200 euro in su. Per l'attrezzatura ci sono soluzioni economiche e a partire da 150 euro. Spesso i nostri giovani spendono cifre molto superiori per beni meno preziosi dello sport, a cominciare da vestiti firmati e videogiochi». Il messaggio, insomma, non è legato soltanto al mondo della neve. Tutto lascia pensare che ci siano le basi per un interessante dibattito, capace di coinvolgere gli sportivi di tutte le discipline.

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