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Primolo, strada sicura
almeno per l'inverno

SONDRIO - L'assessore Daniele Belotti dopo il sopralluogo a Primolo si è fermato in Provincia (Foto by GIANATTI LUCA)

Chiesa Valmalenco - Spostamento della strada a valle e realizzazione a monte di una sacca di contenimento in grado di sopportare l'eventuale caduta di massi e di valanghe. Si è trasformata immediatamente in ipotesi operativa la visita di stamattina dell'assessore regionale al Territorio Daniele Belotti sui luoghi della frana di Primolo. Un sopralluogo atteso da quest'estate sia dagli amministratori che dai residenti presenti in massa. "Capisco la legittima preoccupazione degli abitanti - le parole dell'assessore Belotti alla gente del posto radunata per la sua visita - e anche la loro arrabbiatura. In fondo si tratta di sicurezza. Sono venuto qui proprio per rendermi conto di persona della situazione. La mia non è una passerella, non ho alcuna intenzione di fare promesse vane, piuttosto la mia presenza vuole dimostrare una volta di più che la Regione c'è, che l'attenzione per il territorio è sempre alta e che valuteremo da un punto di vista tecnico e di fattibilità economica le possibili soluzioni". Non a caso da Milano insieme a Belotti sono arrivati in Valmalenco anche i dirigenti dell'assessorato regionale che poi si sono riuniti in sala giunta a palazzo Muzio insieme ai dirigenti dello Ster, al consigliere Parolo e agli amministratori provinciali per discutere degli interventi per Primolo. Innanzitutto del primo intervento da mettere in campo in tempi brevi. «La soluzione individuata - spiega il presidente della Provincia Massimo Sertori - prevede di spostare la strada più a valle rispetto all'attuale collocazione per costruire una sacca di contenimento a monte. Un intervento che prevede lo sbancamento, il rifacimento di quel tratto di strada e la realizzazione di un canale dove far scorrere l'acqua», «lavori che realisticamente - aggiunge Belotti - dovrebbero costare qualche centinaio di migliaio di euro la cui copertura finanziaria siamo pronti a cercare, l'importante per prima cosa è valutare che la cosa da un punto di vista tecnico regga. Dai dati che abbiamo a disposizione, quelli cioè forniti dai geologici dopo le verifiche del caso, pare che a monte non ci siano più detriti e questo depone a favore della soluzione».

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