Rimani aggiornato! Puoi essere avvisato quando viene inserita una notiza di tuo interesse:
Sondrio - Venti richieste di dimissioni, tra infermieri e medici da metà a luglio ad oggi. E se è pur vero che nel calderone ci sono pensionamenti, in alcuni casi accelerati dall'ultima manovra economica del Governo, e scelte personali è altrettanto vero che sono eloquenti e testimoniano ciò che in tanti vanno descrivendo da tempo e cioè la progressiva emorragia di medici dalle strutture ospedaliere di Valtellina e Valchiavenna. Uno stillicidio di professionalità e servizi che impoverisce una sanità già in crisi.
«Gli infermieri che si dimettono in genere vanno a casa a fare i nonni o altre cose così - spiega Marco Contessa della Cisl -, nel 90% dei casi invece il medico che si dimette va a lavorare fuori provincia con contratti di collaborazione. Diventano bravi qui e poi se ne vanno». Una fuga che può spiegarsi solo, o meglio, prevalentemente, con quella che lo stesso sindacalista definisce mancanza di stimoli motivazionali. «La nostra Azienda ospedaliera non ha appeal - sottolinea - e i medici bravi se ne vanno. Possibile che noi non siamo capaci di offrire le stesse possibilità di collaborazione che danno a Gravedona piuttosto che a Lecco?».
Già perché a differenza di quanto capitava in passato quando i medici che lasciavano la Valtellina sceglievano le grandi metropoli, adesso vanno in strutture relativamente vicine e di realtà che assomigliano, numericamente, a quella della provincia di Sondrio. «Molte delle nostre attività ormai si spostano a Lecco - conferma Contessa - che certo è più simile a Sondrio che non a Milano. E non lo fanno per caso. Dietro c'è una scelta politica chiara: spostare il baricentro della sanità verso la Bassa piuttosto che verso Sondalo, per intenderci».
Sulla conclamata emorragia di medici dagli ospedali della provincia di Sondrio, quale che ne sia la ragione, i sindacati chiedono alla direzione generale un'inversione di tendenza con una strategia di lungo respiro e con una presenza maggiore nella vita quotidiana dell'Azienda, capace di governare gli eventi e non soltanto di subirli.
© riproduzione riservata
Dal Tg5: Schettino sulla plancia della Concordia
Lo schiaffo di Ibrahimovic
Aquino, il boss che amava il calcio
Invia il tuo commento