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Corsa, sulla cima del Kima
sventola la bandiera spagnola

VALMASINO - Scenari davvero mozzafiato (Foto by Sandonini Dervio)

VALMASINO - Tantissima gente lungo il tracciato (Foto by Sandonini Dervio)

VALMASINO La Spagna iscrive il proprio nome per la prima volta al Kima. Spagnoli grandi protagonisti nel 2010 come nel calcio, ciclismo, tennis e MotoGP, con la doppietta firmata da Kilian Jornet e Mihuel Heras.
Spagna campione del mondo quindi, anche se sarebbe il caso di dire Catalogna, perché Kilian Jornet, conosciutissimo in Italia anche con il nome della madre “Burgada”, ci tiene molto ad essere connotato come catalano. In campo femminile invece successo per l'azzurra Emanuela Brizio. Edizione da record quella 2010 della Grande Corsa sul Sentiero Roma. I favori dei pronostici erano tutti per loro: il catalano Kilian Jornet e la piemontese Emanuela Brizio. Pronostici della vigilia confermati per entrambi, che si sono aggiudicati il titolo iridato di UltraSkyMarathon; il primo nella storia di questa giovane disciplina. Se per la stella del Team Salomon quella sui 49 km del Trofeo Kima è stata una lunghissima cavalcata trionfale, la Brizio ha invece dovuto faticare non poco per regolare una scatenata Carolina Tiraboschi.
Una gara avvincente, lungo un tracciato entusiasmante reso ancor più unico da una splendida giornata di sole che ha baciato le cime di un vero e proprio paradiso naturale.
Partenza sprint per il catalano Jornet, che dopo i primi 2.000 m di sola ascesa che portano alla Bocchetta Roma, il primo dei sette passi alpini che caratterizzano questa spettacolare competizione,era già al comando in solitario. Kilian Jornet aveva già 5' di vantaggio sull'azzurro Nicola Golinelli, Paolo Larger e l'iberico Miguel Heras. Più staccati seguivano Filippo Beccari e Paolo Gotti.
A questo primo punto controllo il fortissimo catalano è passato in 1h46'; crono in linea con alcuni dei migliori intermedi a questa kermesse se non fosse che, a seguito di un'ordinanza comunale che vieta l'accesso ad alcuni sentieri, il tracciato risulta ora più lungo di circa 2km.
Giunti in quota, una caduta su una placca ghiacciata della Val Cameraccio ha messo fuori gioco il vincitore della Dolomites SkyRace  Paolo Larger, mentre in campo femminile un altro forfait di lusso, con Corinne Favre in giornata no che ha preferito alzare bandiera bianca.
Correndo a ritmi sostenuti tra massi granitici e impervie vie attrezzate, Jornet ha sempre amministrato il vantaggio sui diretti avversari, mentre una caparbia Brizio è riuscita a riprendere e infine passare una Tiraboschi tutt'altro che intenzionata a cederle la prima piazza. Nuovo record della gara – 6h19'03”-, Kilian Jornet ha quindi bissato il successo di Premana confermandosi il “Numero 1” al mondo anche nelle SkyMarathon. Seconda piazza  per l'altro spagnolo Miguel Heras - 6h26'52”- che sulla discesa finale ha passato il lecchese Nicola Golinelli, 6h32'50”. Giù dal podio il bergamasco Paolo Gotti  e il trentino Filippo Beccari.
Record anche al femminile con Emanuela Brizio, capace di abbassare il proprio precedente primato di 12'. Per lei un crono finale di 7h46'37” e tutti gli applausi del folto pubblico che affollava la zona arrivo.
A vederlo correre fa quasi impressione Kilian Jornet. Leggero e tranquillo, per lui 49 km del Kima sembrano quasi una passeggiata. Non doveva essere al via, perché impegnato nell'Ultra Trail Mont Blanc a Chamonix.
L'annullamento di questa competizione ha regalato quindi agli spettatori la classe e il carisma del giovane catalano. Vittoria facile, facendo registrare il nuovo record della gara – 6h19'03”- nuovo primato a seguito anche delle modifiche di allungamento del percorso per questioni di sicurezza, mentre il record del tracciato precedente rimane quello di Mauro Gatta con 5h49'10” del 1998.
«Non avevo mai corso al Kima e anche se per un caso fortuito sono felice di esservi giunto proprio in occasione del Mondiale - le sue parole nel post-race -. È tutto davvero fantastico, non ho mai visto nulla di simile. Tutti me l'hanno decritta come gara massacrante, io direi piuttosto spettacolare. La più spettacolare, perché non  capita davvero in tutte le gare di correre in mezzo a luoghi così».
Un dominatore al maschile, cosi come tra le donne dove Emanuela Brizio ha abbassato di oltre dieci minuti il primato della gara, con un riscontro cronometrico alla fine di di 7h46'37”: «La mia dedica per questo successo va tutto a questa gente – ha dichiarato senza esitazioni la punta di diamante della Valetudo Skyrunning Italia -. A ogni angolo, su ogni salita e su ogni discesa mi hanno sostenuta facendomi un tifo incredibile. Grazie davvero. Il Kima è la gara più bella di tutte. L'ho sognata per una settimana intera e non vedevo l'ora di correrla. Sulla prima salita mi sentivo quasi imballata e davanti Carolina andava fortissimo. Quando l'ho passata ho capito che il primo posto era mio». Peccato per i colori valtellinesi aver perso per strada un sicuro protagonista, Andrea Calcinati ritiratosi per infortunio. «Sono amareggiato perché stavo andando bene, mi sentivo in forma a stavo facendo una bella gara, ma una caduta mi ha messo fuori gioco. Ho toccato forte la tibia su un sasso, caduta per colpa forse di un po' di ghiaccio sotto il Cameraccio. Ho cercato di arrivare sino all'Allievi ma poi mi sono dovuto arrendere».
Tirando le somme su questa edizione mondiale, molta soddisfazione da parte della patron dell'Associazione KIma Ilde Marchetti: «In più di un'occasione si è detto che questa era per noi l'anno del rilancio. La vetrina mondiale, il bel tempo e un pizzico di fortuna ci hanno dato sicuramente una mando. Posso comunque dire che oggi ci è andato davvero tutto bene. A partire dall'inatteso quanto gradito arrivo di Kilian Jornet, per proseguire con i due nuovi record di percorrenza. Ringraziando sponsor, volontari e tutti quanti ci hanno sostenuto, posso dire che il primo passo è compiuto. Ora proseguiremo su questa strada per tornare ad essere una delle gare riferimento a livello internazionale».

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