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«Furti, la nostra provincia
è come Quarto Oggiaro»
TIRANO «Non siamo più un'isola felice, ma sembriamo un quartiere di Quarto Oggiaro dove vige la legge del più forte, dove le persone si sentono indifese. Ora basta, dobbiamo reagire».
Usa parole dure il presidente della Comunità montana di Tirano Franco Imperial, che “reclama” uno spazio per il rappresentante dei dodici Comuni del mandamento nel denunciare una situazione di delinquenza e microcriminalità arrivata ad un punto di non sopportazione.
L'ultimo caso, che ha molto indispettivo il numero uno di via Quadrio, è l'ennesimo furto di pannelli fotovoltaici accaduto a Lovero settimana scorsa, ma che già nei mesi scorsi aveva coinvolto Mazzo (per ben due volte) e S. Giacomo di Teglio. Pare che dietro ci possa essere una vera e propria “banda” dei pannelli diventati ormai un vero e proprio business all'insegna dell'energia pulita. Tanto più che i pannelli rubati a Lovero dal tetto del bocciodromo erano della stessa ditta (la SunPower) di quelli portati via in altri posti della provincia e, probabilmente, destinati al mercato estero poiché sono contrassegnati con un codice identificativo. A sparire sono stati in tutto 54 moduli, per una superficie di 92 metri quadrati, installati da poco dall'amministrazione comunale per una spesa non indifferente che si aggira sui 95mila euro.
«È opportuno che tutto il mandamento dica la sua perché non è ammissibile dover far fronte a episodi di questo tipo - afferma Franco Imperial -. In un posto così visibile come lo svincolo di Lovero sono stati portati via 54 pannelli che hanno richiesto due ore di lavoro per lo smontaggio e nessuno ha visto niente? Mi scaglio contro l'indifferenza della gente che pensa solo al proprio orto e non a quello che succede ad un bene che è di tutti. Tutti dovremmo essere protettori del nostro territorio». Un concetto espresso nei giorni scorsi anche dal sindaco Annamaria Saligari: «Stupisce
che abbiano potuto agire indisturbati - aveva detto -. Per smontare i pannelli e caricarli sul camion ci avranno messo almeno due ore. Forse qualcuno ha visto e in tal caso invito a segnalarlo». Un appello a quanto pare finito nel vuoto.
Ma Imperial è soprattutto furioso per l'andazzo che la delinquenza sta assumendo in provincia. «Con le leggi dello Stato chi ha commesso reato il giorno dopo è libero - prosegue il numero uno della Comunità montana -. Siamo indifesi. Temo che arriveremo un giorno a dover vederci entrare in casa rapinatori con l'arma. Sono sconfortato, amareggiato e deluso, ma sono anche dell'idea che sia comprensibile che qualcuno si sia stancato di subire pressioni e che voglia reagire».
La ricetta per come fare a reagire Imperial la riassume in due tre parole: «essere meno tolleranti». Intanto i controlli proseguono e le indagini, sul caso loverino, sono in corso.
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