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SONDRIO Enti pubblici e aziende private fanno squadra per dar vita al Distretto agroalimentare di qualità della Valtellina: con il multiconsorzio “Valtellina che gusto!” a far da capofila, imprenditori ed istituzioni hanno messo a punto il progetto con cui partecipare al bando della Regione per l'accreditamento dei distretti agricoli, un piano che comprende interventi da attuare sul territorio per un valore economico complessivo di quasi 20 milioni di euro. Il bando è scaduto ieri, e ora la Regione avrà 90 giorni di tempo - fino al 15 settembre - per dare il “verdetto” sull'accreditamento: un passaggio che in concreto significa avere la possibilità di attivare interventi e progetti sul territorio ottenendo gli specifici finanziamenti dal Pirellone, e in prospettiva anche l'opportunità di accedere ai fondi strutturali dell'Unione europea. La candidatura è dunque un passaggio importante, come ha sottolineato il presidente del Multiconsorzio Emilio Rigamonti: «Si è fatto un gran lavoro in tempi brevissimi – ha spiegato -, e sono fiducioso sull'esito positivo del bando per l'accreditamento. Questo è un giorno importante, come primo passo di un percorso che potrà dare risultati positivi». E per descrivere la strategia di fondo del progetto il direttore del multiconsorzio Patrizio Del Nero ha sottolineato quattro concetti chiave: qualità, competitività, sostenibilità e innovazione, per valorizzare al meglio un settore chiave dell'economia locale e le produzioni tipiche di vini, formaggi, mele, bresaola, miele, pizzoccheri. Cinque sono invece le aree tematiche in cui si intende operare: si punta ad intervenire su promozione e commercializzazione dei prodotti tipici certificati, con l'utilizzo di strumenti come l'e-commerce e il sistema Qr-Code per la tracciabilità, ma anche con la creazione di una pubblicazione che sappia presentare a visitatori e turisti tutto il meglio della Valtellina enogastronomica, sull'internazionalizzazione per ampliare la presenza delle imprese sui mercati esteri, sulla formazione, con interventi rivolti sia ai consumatori sia agli addetti ai lavori, partendo ad esempio dalle scuole alberghiere del territorio. Il Distretto intende poi lavorare per l'innovazione, con progetti per applicare nuove tecnologie di trasformazione, per razionalizzare le reti distributive, per valorizzare la “filiera corta”, per proporre sperimentazioni di logistica integrata e laboratori sulla tracciabilità dei prodotti tipici, ma anche per promuovere l'integrazione nel settore lattiero-caseario con sinergie sempre più strette fra le cooperative. Ultimo “tassello”, ma non per importanza, è quello della comunicazione: l'obiettivo, come ha spiegato Del Nero, è dar vita ad uno sportello «per il consolidamento, la valorizzazione e la promozione del settore agroalimentare» che si candida, in prospettiva futura, a diventare lo sportello della montagna lombarda dentro l'Expo di Milano 2015. Al progetto del distretto hanno aderito – oltre ai consorzi di tutela dei prodotti tipici riuniti in “Valtellina che gusto!” -, e l'elenco delle istituzioni pubbliche e private che hanno sottoscritto formalmente il progetto come sostenitori è lungo: Provincia, Camera di commercio, le associazioni di categoria di agricoltori, artigiani, industriali, commercianti, Confcooperative, Banca Popolare di Sondrio, Credito Valtellinese, Società di sviluppo, Sev, Provinea, Ersaf, Accademia del Pizzocchero, Parco delle Orobie, Consorzio turistico provinciale, le associazioni Vivi le Valli e DeGustibus, la Strada dei vini e dei sapori, e come partner di ricerca Politec, Fondazione Fojanini e Università di Pavia. A gestire il distretto non sarà un nuovo soggetto, ma il Multiconsorzio con una modifica dello statuto per aprire le porte anche alle imprese private che hanno aderito. Squadra e progetto insomma sono pronti, ora si aspetta il responso della Regione per concretizzare interventi che puntano sulla carta vincente della Valle: «Nella competizione della globalizzazione - ha sottolineato Del Nero - si sta con le proprie specificità, e si vince con la qualità di queste specificità».
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