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Chiavenna: in centinaia
all'inaugurazione del teatro

Il teatro inaugurato ieri (Foto by dardo rigamonti)

«In una situazione storica dove la cultura è sempre più percepita come inutile, mentre massificazione e pensiero unico si impongono come modelli da seguire, ci è sembrato necessario investire in un teatro, uno spazio libero dove potere fare cultura». Ieri, centinaia di valchiavennaschi hanno partecipato all'inaugurazione del teatro della Società democratica operaja, una struttura da trecento posti a sedere su due piani, con un palco di circa cento metri quadrati.
Dopo la benedizione officiata da don Ambrogio Balatti e il taglio del nastro da parte di Paolo Raineri, uno dei principali promotori dei lavori, la cerimonia è proseguita con l'intervento del presidente della Sdo, Luca Dei Cas.
«Dopo ventitré anni riapriamo la nostra sala - ha detto Dei Cas -. Dobbiamo ringraziare chi ha creduto nel progetto, a cominciare da Fondazione Cariplo, Regione e Cm.
La nostra associazione vuole promuovere la cultura, la solidarietà e la democrazia da 148 anni. Abbiamo cambiato le modalità di azione con il trascorrere dei tempi, restando antichi nell'applicazione dei nostri ideali, ma anche moderni, modificando le forme di rappresentanza e le iniziative. E' la ragione del successo della Sdo. Abbiamo puntato su strumenti antichi come il lavoro volontario e le sottoscrizioni di moltissimi gruppi e cittadini. Quest'opera è nata grazie al contributo di moltissime persone: a tutti loro va il nostro ringraziamento».
Severino De Stefani, presidente della Cm, si è soffermato sulla rilevanza dell'opera per l'intera comunità della valle, poi ha preso la parola Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione Cariplo.
Ha illustrato la storia e le attività della Fondazione, ma anche l'importanza della nuova sala. «Questa Società e questo teatro sono un momento vivo della vostra comunità - ha spiegato con un apprezzato intervento -. Sono un'occasione di coesione sociale e di progresso con l'impegno di cinquecento soci e una grande volontà di credere nei restauri». C'è stata anche la proiezione del cortometraggio realizzato per l'occasione dal regista e giornalista de “La Provincia” Nicola Falcinella, dal titolo “C'era una volta un cinema…. La Società Democratica Operaja di Chiavenna”.  Nel documentario c'è la storia del cinema della Sdo raccontata dall'apertura nel 1920, con le pellicole in bianco e nero, fino alla chiusura nel 1987 attraverso interviste, locandine di film, fotografie e ricordi del regista. «Questo filmato è dedicato a chi ha vissuto emozioni nel cinema, con l'augurio di trascorrere in questa sala tante altre ore indimenticabili», ha spiegato Falcinella. Ora il teatro sarà a disposizione della comunità. Una particolare importanza è stata attribuita allo studio acustico che valorizzerà l'intera struttura.
I vertici della Sdo hanno affidato lo studio a Enrico Moretti, uno dei massimi esperti nazionali nel campo dell'acustica. Si tratta di una vera e propria autorità nel campo, visto che si è occupato di prestigiose consulenze e progettazioni acustiche, ad esempio quelle degli auditorium di Milano e Roma. Per testare l'acustica c'è stato un breve concerto della Compagnia di canto popolare della Sdo. C'è un impianto audio moderno e funzionale che, in occasione di eventi particolari, potrà comunque essere potenziato per andare incontro alle esigenze degli artisti e del pubblico.

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