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È stato identificato e denunciato il presunto truffatore che, spacciandosi per un dipendente dell'Agenzia del Demanio, è riuscito a mettersi in tasca ben 100 mila euro. E soltanto fino a questo momento, visto che le indagini a carico di Roberto Carelli, l'uomo finito nel mirino della polizia, sono ancora in corso e potrebbero avere ulteriori sviluppi.
Anzi, dalla questura invitano chiunque abbia avuto a che fare con lui e gli abbia consegnato del denaro, a rivolgersi alla polizia per fornire agli investigatori ulteriori elementi sui cui lavorare.
In base alla ricostruzione fatta finora dagli agenti della polizia della sezione di Pg della Procura di Sondrio, l'uomo - che ha 38 anni ed è originario della provincia di Bari, ma da qualche tempo risulta residente a Poggi - si presentava come un non meglio precisato «intermediario» nel «ritiro di beni all'asta», e in questa veste proponeva l'acquisto - a prezzi ovviamente «vantaggiosissimi» - di auto di lusso e di immobili confiscati. Un'occasione da non perdere, apparentemente.
Prima si faceva consegnare dagli acquirenti tutta la «documentazione necessaria» (fotocopie di documenti di identità, certificati di residenza, codice fiscale, e le immancabili marche da bollo), poi intascava la somma richiesta a titolo di acconto. E così, nel giro di pochi mesi, il sedicente intermediario è riuscito a mettere nel sacco ben 12 persone, riuscendo a farsi consegnare la somma complessiva di circa 100 mila euro, parte in contanti e parte sotto forma di assegni, tutti puntualmente riscossi.
Di sicuro la parlantina e la capacità di persuasione non gli mancano. In un paio di occasioni, per esempio, è riuscito a ottenere un prestito di più di 5 mila euro con il semplice pretesto di cure mediche per un familiare, a suo dire, affetto da una grave malattia.
Non solo, ma le vittime, tutte valtellinesi, sembrerebbero persone tutt'altro che sprovvedute: nell'elenco figura anche il nome di un commercialista.
Dopo aver incassato i soldi del cosiddetto anticipo, ovviamente, Carelli faceva perdere le proprie tracce. Non vedendo più arrivare né lui né i beni oggetto dell'acquisto, gli acquirenti hanno provato a reclamare la restituzione dei soldi versati. Inutilmente però. Ecco perché non hanno potuto fare altro che rivolgersi alla Procura per presentare una denuncia.
Le indagini della polizia hanno permesso in breve di risalire al presunto truffatore che, una volta identificato, è stato denunciato in stato di libertà per i reati di truffa continuata aggravata, sostituzione di persona ed usurpazione di titoli ed onori.
Le indagini però non sono concluse: si cerca di accertare adesso se ci siano state altre truffe commesse con il medesimo modus operandi", soprattutto nella zona di Sondrio e della Media Valle.
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