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Fatture ancora care
la Tcvvv ignora il Tar

L'impianto di Tirano (Foto by LISIGNOLI DOMIZIANO)

Come se il Tar della Lombardia non si fosse già pronunciato il 12 gennaio scorso ordinando alla società del Teleriscaldamento di Tirano e Sondalo di ridurre le tariffe (aumentate del 12,53% e poi ridotte del 3% dalla stessa società) al 5,20%, valore previsto dal meccanismo Istat.
Sabato scorso, infatti, gli utenti del teleriscaldamento hanno ricevuto le fatture relative al mese di febbraio con l'applicazione del + 9,53%. Una mazzata per i cittadini che già si sono visti applicare il 4,33% in più del dovuto anche per i consumi di gennaio (dal 12 in poi).
«L'inosservanza di un ordine di un Tribunale è un reato previsto dall'articolo 650 del codice penale - afferma Roberto Trecarichi, portavoce del Comitato difesa utenti del teleriscaldamento -. Il primo febbraio scorso, abbiamo diffidato la società ad applicare tariffe diverse da quelle dettate dall'ultima ordinanza Tar e per tutta risposta la Tcvvv ci ha inviato una raccomandata in cui si legge testualmente "vi comunichiamo che questa società si è condotta e si sta conducendo coerentemente e conformemente con quanto disposto dal Tar Lombardia con l'ordinanza cautelare n. 9 2010"... A questo punto ci chiediamo che la Tcvvv ci sta prendendo in giro o se si tratta di un disguido. Quest'ultima ipotesi appare però remota dal momento che molti utenti - già a gennaio - hanno sospeso il pagamento del dovuto dopo aver rispedito al mittente la fattura e chiesto espressamente alla società di riemetterla in modo corretto, e cioè tenendo presente che la percentuale di aumento da applicare non è il 9,53% ma il 5,20% che si ottiene calcolando l'Istat più il 30%».
Non è da escludere che le ultime fatturazioni figurino tra le "question time" che la commissione di garanzia intende porre - assieme a molte altre domande anche sul bilancio della società - mercoledì pomeriggio a Walter Righini, amministratore delegato della società del Tcvvv, invitato a partecipare insieme al sindaco di Tirano Pietro Del Simone dal presidente della commissione Domenico Barbalace, esponente della minoranza consiliare, più che mai intenzionato a fissare dei paletti nella gestione delle società compartecipate dal Comune e come tali tenute non solo a rispettare i meri interessi economici degli azionisti.

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