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Il caso scuola infermieri:
le cannonate di Bordoni

«Insensato, costoso, mortificante per studenti e professori. Uno spreco in tutti i sensi». Più che tagliante il giudizio del consigliere regionale uscente Gianmaria Bordoni sul ventilato spostamento della scuola per infermieri da Faedo a Sondalo.
In una nota dettagliata, a tratti caustica, che usa ironia e sarcasmo per dipingere il ruolo del presidente della Provincia Massimo Sertori, Bordoni ripercorre le ultime tappe della vicenda, a partire dall'incontro di costituzione del tavolo regionale sul Morelli dell'8 febbraio a Milano. Quello che ha detto no all'autonomia per Sondalo e alla denominazione di Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico), come richiesto nel progetto di legge di Mescia, accantonato «nonostante i 10.000 firmatari - ricorda Bordoni -, una lunga lista della spesa con prodotti anche improbabili o scaduti, ma con il timbro un po' avventato dei sindaci del Tiranese e della Magnifica Terra e la controfirma della Conferenza dei sindaci provinciale. Con questi accreditamenti Sertori è andato dal "suo" assessore regionale a pretendere quella che sempre più si sta rivelando per quello che fin dall'inizio è stata questa storia: una marchetta elettorale di dubbio gusto, vista la serietà del problema sul tavolo».
Bresciani, che ha impiegato 3 mesi e mezzo a costituire il tavolo richiesto dal consiglio regionale, dichiara subito l'adesione alla proposta di Sertori, «evidentemente preconcordata - butta lì Bordoni -, consentendo a costui di sbandierare una prima vittoria».
Una vittoria che però non tutto il territorio ha letto come tale. In particolare, a sollevare polemiche e distinguo è il punto che prevede il trasferimento della scuola infermieri da Faedo a Sondalo. Su Faedo Bordoni ricorda come qualche anno fa, proprio su iniziativa di Mescia e con Spaggiari direttore, ci fu una iniziativa che naufragò nel nulla. «Prima ancora c'era una scuola al Morelli che chiuse per mancanza di allievi - ancora l'esponente del Pdl -. Faticosamente e con tanti e tanti soldi pubblici venne realizzata la scuola di Faedo che, come ricorda il Sindaco, vanta oggi strutture di grande qualità ed ospita un centinaio di studenti sui 3 anni di corso».
In supporto alle proprie tesi Bordoni porta numeri e dati: degli 85 studenti iscritti quest'anno solo 20 provengono dal Tiranese e dall'Alta Valle; il treno serve la valle da Tirano a Colico e Chiavenna, gli studenti serviti da questo mezzo sono il 90% e più di quelli iscritti alla scuola di Faedo. Per il tirocinio c'è l'ospedale di Sondrio a due passi e la sede dell'Asl. Per gli studenti che scelgono la residenzialità c'è il Convitto dei Salesiani a Sondrio convenzionato. Sondrio sta a 3 km e volendo ci si va anche a piedi. «Questa è una scuola universitaria, non un Istituto di punizione e, finite le lezioni, vogliamo fornire ai ragazzi qualche svago?» ancora Bordoni.
«Pensiamo a cose vere per Sondalo, non ad incassi elettorali (se mai ci saranno, visto il caos nel quale ci troviamo) realizzati distruggendo quel poco di buono che funziona altrove - conclude il consigliere regionale -. Sondalo, è vero, fa 5000 abitanti e Faedo molti di meno, ma né gli uni né gli altri sono tanto stupidi da pensare che il rilancio di Sondalo possa passare per quattro grondaie, 3 ricercatori sui ceppi Tbc spediti per fare scena e distruggendo la scuola di Faedo. L'invito a volare alto lo ripropongo, per il fatto che sono ancora consigliere regionale e che ho troppo a cuore il Morelli per vederlo coinvolto in questi giochetti da retrobottega».

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