Ha ampiamente superato le aspettative la seconda edizione del forum del turismo invernale che si è svolto sabato mattina a Bormio e che ha visto radunati attorno al ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla esponenti politici di spicco, candidati alle prossime elezioni regionali, imprenditori, impiantisti, maestri di sci e guide alpine.
A fare gli onori di casa l'assessore provinciale al turismo Alberto Pasina che ha ricordato i due milioni di presenze in Valtellina dei quali il 60% è relativo alla stagione invernale. Una montagna che, se ha tenuto bene nonostante la crisi, ora deve risollevarsi e crescere per «evitare – come ha sottolineato il sindaco di Bormio Elisabetta Ferro Tradati – lo spopolamento della montagna che le città ultimamente vedono sempre più come un museo. La montagna è fonte di salute e benessere e deve dare la possibilità ai giovani di rimanervi e di crescere».
Nel suo intervento il presidente della Provincia Massimo Sertori ha sottolineato la rilevante valenza dell'accordo siglato dai ministri Tremonti e Calderoli con le province di Trento e Bolzano che «da quest'anno vede i territori confinanti con queste province beneficiari di milioni di euro da dedicare alle infrastrutture».
Oltre a questa preziosa opportunità per la Valtellina, il ministro Brambilla ha presentato ufficialmente «il progetto delle eccellenze - ha sottolineato - che prevede stanziamenti complessivi per 118 milioni di euro da investire a livello nazionale». Il ministro ha poi illustrato il disegno di legge relativo alle professioni legate al turismo montano che finalmente avranno una disciplina unitaria. «In questo settore – ha commentato il ministro – le regioni hanno ampiamente legiferato in materia ma a livello nazionale si è creato un contesto disarmonico. Lo stato ha il dovere di garantire criteri omogenei per l'abilitazione alle varie professioni legate alla montagna, dalle guide alpine, ai maestri di sci». Dal rispetto di un codice deontologico unitario, alla necessità di un costante aggiornamento, all'applicazione di tariffe determinate da organi collegiali per finire con la soggezione ad un insieme di norme disciplinari.
Questi, in sintesi, gli argomenti trattati nel disegno di legge che ora passerà al vaglio delle regioni «come è istituzionalmente previsto – ha evidenziato il ministro - ma è altrettanto importante per noi raccogliere l'opinione di chi vive nella montagna e della montagna. L'imperizia e l'improvvisazione – ha aggiunto parlando di sicurezza - hanno già provocato troppi morti. Con questa legge puntiamo a portare maggiori garanzie agli operatori e maggiori benefici ai turisti, i consumatori».
Ed erano proprio numerosi i rappresentanti del settore presenti al convegno e rappresentati da importanti esponenti quali Erminio Sertorelli, presidente delle guide alpine italiane, Valerio Zani, vicepresidente del soccorso alpino nazionale e Dino De Gaudez, presidente dell'associazione maestri italiani.
«Il turismo è l'unica attività produttiva che ha tenuto nonostante la crisi. Basti pensare che, complessivamente, il 2009 in Italia si è chiuso con un calo di presenze del solo 3,1 per cento, che è davvero poca cosa rispetto a quel che è accaduto, invece, in altri paesi europei dove la flessione non è stata mediamente inferiore al 10-15 per cento».
È stato rassicurante, positivo ma allo stesso tempo estremamente stimolante l'intervento del ministro del turismo che a Bormio ha elogiato il lavoro svolto in questo momento di difficoltà da tanti operatori che hanno anche saputo assecondare le esigenze della clientela. «L'Italia ha tenuto – ha spiegato - per la duttilità dimostrata da molte imprese ma anche per la crescita della domanda interna».
Ed il futuro, a detta del ministro, dovrebbe riservare sorprese positive: «Per questo mese di febbraio – ha rilevato commentando i dati dell'osservatorio del turismo – è previsto un aumento delle presenze del 3 per cento rispetto allo stesso periodo dei due anni precedenti. Gli albergatori non devono preoccuparsi della lieve flessione registrata all'inizio di quest'anno: sono cambiate le abitudini ed anche i modi di prenotare la vacanza, sempre più legati al last minute».
E positività sul futuro è stata espressa anche dai due istituti bancari presenti al convegno: «Credo di essere un operatore turistico – ha esordito il presidente del Credito Valtellinese Giovanni De Censi – al pari di molti che oggi sono qui. E' da 52 anni che sono in un istituto di credito e ho vissuto l'evoluzione e le trasformazioni del settore turistico ma alcune concezioni me le sono portate avanti: amare la montagna vuol dire qualità della vita. Il turismo è l'unica via – ha aggiunto – attraverso la quale l'Italia potrà uscire da questo periodo di crisi: l'unico nemico che c'è – ha detto ricordando la nascita del Credito Valtellinese ed il suo spirito mutualistico e cooperativo - è l'individualismo che blocca lo sviluppo».
«Siamo banche del territorio – gli ha fatto eco il direttore generale della Popolare di Sondrio Mario Pedranzini – e crediamo molto nel territorio. Da sempre abbiamo adottato un sistema improntato al confronto con le esigenze della popolazione e come banca abbiamo dimostrato di credere nel turismo quando abbiamo acquistato l'albergo Pirovano al passo dello Stelvio». Pedranzini ha letto il saluto del presidente della banca, Piero Melazzini, assente per impegni precedenti, presidente che ha sottolineato di credere molto nel territorio e nelle sua potenzialità.
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