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Finirà davanti al Tribunare amministrativo della Regione Lombardia la decisione del comune di Gordona di dire no all'installazione del palo di sostegno dell'impianto per il ripetitore presentata da Radio Tsn. Il parere negativo arrivato ad inizio autunno sulla richiesta inoltrata dall'azienda non è stato digerito in modo indolore. Radio Tsn, infatti, ha presentato ricorso dal Tar, costringendo l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Biavaschi a nominare un legale di fiducia per resistere in giudizio. Non ancora comunicata la data della seduta del tribunale, ma ovviamente il ricorso riguarda le motivazioni che hanno spinto l'amministrazione a negare l'autorizzazione per il progetto che, teoricamente, avrebbe potuto portare il segnale della telefonia mobile in Val Bodengo.
La questione è ormai nota: a febbraio dello scorso anno Radio TSsn ha presentato domanda di installazione di un'antenna, in grado di garantire il segnale telefonico nella valle di Gordona. A maggio è arrivata la richiesta di spostamento del traliccio in un'altra area chiedendo la presa d'atto all'amministrazione comunale che aveva rilaciato il permesso a costruire. I lavori, quindi, sono partiti a giugno, ma di fatto senza tutte le autorizzazioni. La nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Biavaschi li ha bloccati denunciando l'abuso. Da qui è nata una disputa praticamente infinita con la minoranza capitanata dall'ex sindaco Nada Mazzina, grande sponsor politico dell'iniziativa.
Una questione che ha spaccato il paese, con una raccolta di firme tra proprietari di seconde case e turisti della Valbodengo che ha raggiunto quota 180 sottoscrizioni. Il diniego della giunta è stato motivato con "il grave impatto ambientale che l'opera richiesta provocherebbe nel luogo, condizione facilmente evitabile o circoscrivibile scegliendo ubicazione diversa", come recitava la delibera di quattro mesi or sono. La stazione radio all'Ape Orlo non ha mai visto la luce e con essa la copertura telefonica della valle.
L'amministrazione comunale si è impegnata a cercare soluzioni alternative in grado di garantire collegamenti sicuri con il fondovalle per chi frequenta Valbodengo e Val Pilotera. I vertici della società privata che aveva proposto l'intervento, trovando anche un accordo economico con i consorzi, hanno però deciso di non mollare il colpo, ritenendo infodante le motivazioni dell'amministrazione. Sarà il Tar, a meno di un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato di chi soccomberà, quindi, a dire la parola fine sull'intera vicenda.
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