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Ben venga l’impegno del Comitato istituzionale acque, ma perché non pensare anche ad iniziative concrete per incentivare il consumo dell’acqua del rubinetto e risparmiare così risorse ed emissioni di inquinanti per la produzione e la distribuzione della minerale in bottiglia? La proposta arriva dal Wwf di Valtellina e Valchiavenna, che mette sul tavolo l’idea della “Casa dell’Acqua”, uno spazio pubblico munito di «un impianto in grado di fornire gratuitamente o con un modesto contributo economico acqua naturale, leggermente gassata, a temperatura ambiente o leggermente refrigerata – spiegano dal sodalizio -, con un servizio simile a quello fornito dalle casette del latte, ma con ricadute ambientali molto più sostanziose perché la plastica è un derivato del petrolio, perché sia la “creazione” delle bottiglie che il loro smaltimento rappresentano grossi costi energetici ed ecologici, perché migliaia di tir che percorrono l’Italia in lungo e in largo consegnando acqua minerale sono fonte di notevole inquinamento».
Una proposta che il Wwf avanza in questi giorni, perché dopo «il prezioso regalo di Natale rappresentato dalla costituzione del Comitato istituzionale acque, che non può che rallegrare tutti i valtellinesi», l’associazione ambientalista si augura che «la Befana porti alla nostra provincia altri “liquidi” regali, anche se più modesti», e fra questi – insieme ad una «ferma presa di posizione degli enti locali contro la legge appena approvata dal Parlamento che intende privatizzare l’acqua del rubinetto» - c’è il progetto per valorizzare “l’acqua del sindaco”, quella erogata dagli acquedotti municipali.
E il Wwf valtellinese fa riferimento ad uno studio della Tasm Spa - Tutela Ambiente Sud Milano, che ha calcolato i benefici della creazione di una “Casa dell’Acqua” in termini di risparmi economici sui costi di produzione e smaltimento della plastica, e di risparmi ecologici con il taglio delle emissioni di anidride carbonica e sostanze inquinanti nell’atmosfera. «Realizzare in Valtellina una Casa dell’Acqua – conclude il Wwf - forse convincerebbe un buon numero di riottosi valtellinesi, già favoriti dal fatto che quasi tutte le nostre captazioni di acqua potabile si approvvigionano da sorgenti di montagna, a “tradire” la minerale per l’acqua di “San Rubinetto”. Ora ci tocca sperare che la Befana infili nella calza di qualche sindaco non solo l’interesse e la volontà di cimentarsi in questa piccola impresa, ma anche qualche spicciolo per la sua realizzazione».
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