Buonanotte

L’ultimo pensiero prima di spegnere la luce. O il primo dopo averla spenta

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di Mario Schiani
Sabato 07 ottobre 2017

Vecchi Pipistrelli

Una volta sapevo bene che cosa fosse la concentrazione. Ora non riesco a stare concentrato abbastanza a lungo per ricordarmelo. E’ curioso – ma non sorprendente – che in giornate nelle quali la concentrazione è richiesta in continuazione per affrontare i mille impegni che ci giungono da ogni parte, spesso portati da stimoli imprevisti e non richiesti, di capacità di concentrazione, in giro, ce ne sia così poca. Si dirà: è ovvio, la concentrazione è per definizione qualcosa che si esercita in un prolungato periodo di tempo, se gli stimoli sono tanti, rapidi e imprevisti, la concentrazione medesima ne esce bucherellata come una bandiera di Daesh.

Vero, ma allora come provvedere? Rimanere concentrati su un lavoro, qualunque esso sia, non solo è necessario ai fini di ottenere un buon risultato al termine dello sforzo: la concentrazione stessa è quasi sempre uno stato positivo, durante il quale paure e ossessioni rimangono mute e isolate come all’esterno di una campana di vetro. Come fare, allora? Secondo alcuni psicologi un metodo sicuro c’è: far finta di essere Batman. A dirla tutta, il trucco funziona benissimo nei bambini di età tra i 4 e i 6 anni. Convinti a interpretare Batman, portano a termine con grande determinazione qualunque attività si impegnino a svolgere. Dopo tutto, non sono loro a svolgerla: è Batman. E Batman non si distrae. Non resta che applicare il concetto alla fascia di età tra i 40 e i 60. La riscossa dei Vecchi Pipistrelli.

di Mario Schiani

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